Natale Del Signore

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 23 December 2016

gialloGloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama

Letture: Isaia 9, 2‑4. 6‑7; Tito 2, 11‑14: Luca 2, 1‑14

1 - Il nostro Natale -  Ancora una volta ci affacciamo alla grotta di Betlemme, commossi da tanta umiltà e povertà, affascinati dalla bontà infinita di Dio che si fa uno di noi e non cessa di amarci e aiutarci, ma anche pressati dalla situazione attuale così drammatica del mondo. Non possiamo limitarci a guardare e ammirare Gesù Bambino sulla paglia: è tempo di inginocchiarci accanto a Maria e Giuseppe per adorare, chiedere perdono e rifarci un cuore nuovo. Come? Con i tre valori che ci presenta quel Bimbo inerme, che ci disarma con la sua mite umiltà, la sua totale obbedienza, il suo amore misericordioso.

2 ‑ Una grande luce ‑ Il profeta Isaia annuncia una luce radiosa per tutta l'umanità: ‘Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio’. La luce consiste proprio in questo: Dio ci ama ancora come figli suoi, a tal punto da far diventare il suo divin Figlio anche uomo: uomo che prende la sua umanità da ciascun uomo! Quel Bimbo è contemporaneamente suo Figlio e nostro figlio. Per  quale ragione ? Ecco l’unica risposta plausibile: un vero padre non può dimenticarsi mai dei suoi figli, anche se i figli si sono dimenticati di Lui. Così Dio resterà per sempre nostro Padre, nonostante tutto; e per questo continua e continuerà ogni giorno a salvare gli uomini, liberando ciascun uomo dal peso insopportabile dei propri idoli, da ogni forma di schiavitù e di impotenza. Il suo ruolo consiste in questo: ‘Consiglie­re ammirabile, Dio forte, Padre del mondo che viene, Principe della pace’.

 3 ‑ Le altre prove - Guardiamoci intorno. Quante anime care e buone ci hanno trasmesso e ci donano con semplicità il ca­lore dell'amore di Dio; quanto bene vivifica tuttora e silenziosamente la speranza dei deboli; quanto sacrificio e abnegazione di cuori, spesso offerto da gente povera, umile, ma­lata, onesta; quanta forza, sempre risorgente, per lottare e vincere ancora una volta le prove della vita; quanta azione di verità, progresso umano, doni di ogni genere; quanti gesti di riconciliazione e di comprensione, che ristabiliscono continuamente la concordia e la serenità nei cuori! Questo è il vero Natale di tutti i giorni, in cui ciascuno deve sentirsi parte attiva.

4 ‑ La prova più grande ‑  Certamente è Lui! Se non ci amasse per primo e per sempre, non avrebbe predicato e praticato l'amore nel perdono. Dalla culla alla croce, Gesù dona a tutti l’amore infinito di Dio.  E poiché l’amore è sempre una persona e un fatto concreto, Egli ci parla con la sua vita e la sua morte, assicurandoci che tutti gli uomini hanno in cielo un Pa­dre e sulla terra hanno una Madre: la Chiesa. Infatti nel cuore di Maria Gesù è nato per la prima volta, nel cuore della Chiesa tante, tantissime volte: dal battesimo all’ultimo istante di vita. Perché Gesù è venuto per trasformare l’umanità in una sola famiglia, anzi, in un solo uomo: Lui. La lezione di vita, che nasce a Betlemme e muore e risorge sul Calvario, è quanto mai attuale e urgente anche oggi.

5 ‑ Gloria... pace – Il canto degli angeli, che risuona dal Paradiso sui pastori, è la rivelazione che sintetizza perfettamente il programma di Natale. Il binomio gloria e pace si regge sulla verità più consolante per l'uomo: Dio ci ama tutti e per sempre! C'è tanto bisogno di sentircelo dire anche oggi, perché la solitudine, lo scoraggiamento e la cattiveria nel mondo hanno origine da una tragica convinzione: pensiamo che Dio non ci ami o ci ami assai poco. E come si arriva a questa convin­zione? Quando ‘gli altri’ ‑ e talvolta proprio quelli che sono più vicini a noi ‑ ci trascurano o ci abbandonano. Dunque a Betlemme nasce adesso una consegna per tutti noi: portare l’amore di Gesù ­agli altri.

6 ‑ Punti concreti ‑ a) Consideriamo la fede come il dono dell'a­more di un Padre che non ci abbandona mai, ci perdona sem­pre, ci guida con sapienza; b) i rapporti con gli altri non devono essere formali (dei ‘favori’), ma segni autentici di amore; c) spirito di tolleranza, apertura, universalità per costruire la pace in famiglia, nella Chiesa, nella società; d) capacità di vedere il bene prima del male, sottolineando le buone qualità degli altri; e) assumere l'iniziativa nel proprio campo di azione: i problemi si risolvono insieme.   Buon Natale nel Signore!

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