Prima Domenica di Avvento

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 26 November 2016

violaAnche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà

Letture: Isaia 2, 1‑5;  Romani 13, 11‑14;  Matteo 24, 37‑ 44

1  -   Avvento del Signore ‑ Sarebbe troppo poco ridurre il Natale ad una com­memorazione storica della nascita di Cristo in Betlemme oppure pensare all'arrivo ultimo di Cristo quando finirà la mia vita o la vita del mondo. C’è un arrivo di Dio, un suo Natale nel presente: oggi stes­so, tutti i giorni! Le tre letture bibliche vanno lette tenendo presente questa domanda: come sta arrivando oggi il Signore?  Anche Paolo ci sollecita su questo aspetto: ‘Fratelli, è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la sal­vezza è più vicina ora di quando diventammo credenti’ . Iniziamo con l’Avvento questo nuovo anno di grazia liturgica con rinnovato fervore, attenti a compiere bene le singole azioni e a intuire le sorprese di Dio che non mancheranno, dando continuità alla nostra vita spirituale. 

2  - Notte e giorno ‑ Il Vangelo presenta Gesù come un ladro che arriva di notte. Anche la parabola delle dieci vergini presenta Cri­sto che giunge a mezzanotte, quando non sai ciò che ti accade nel domani eterno. Infatti egli è nato ed è risorto di not­te; ha istituito l’eucaristia e ha iniziato la passione di notte... Il significato è quanto mai trasparente: Gesù illumina la notte del mondo con la sua Luce eterna di salvezza. E Paolo commenta: ‘La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportia­moci onestamente, come in pieno giorno’! Purtroppo c'è ancora la notte del male o il vuoto del nulla den­tro e intorno a noi. Cristo è il giorno nuovo per questo nostro mondo!

3  - La nuova Gerusalemme ‑ Dunque, l'arrivo di Dio è permanente e continua a costruire un’umanità nuova. Ecco il senso attualissimo del Natale. E queste sono le caratteristiche del ‘mondo nuovo’ secondo Isaia: ‘Da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli sarà giudice e arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell'arte della guerra’. La legge del vecchio e nuovo Testamento è il Vangelo; Gesù è la guida del mondo; la spada-aratro è la Parola di Dio; le lance-falci sono le opere della giustizia e dell’amore; l’arte della guerra si trasormerà in arte della pace e dell’unità.

4  - Le porte ‑ Apriamo dunque le porte del cuore al Redentore: fidiamoci di Lui, non deprimiamoci con i guai presenti, tentiamo strade nuove, ac­celeriamo il cammino, adeguiamo l'impegno alle esigenze del mo­mento. Esso è davvero difficile e incontrollabile, ma si deve trasformare in una grossa opportunità per trasformare un modo di vivere che non funziona più. Ecco ciò che attendiamo da Gesù a Natale: rinascere con lui a vita nuova, dando un senso compiuto agli eventi e un indirizzo diverso alla noastra vita. Le porte da aprire sono allora queste: la buona volontà e l'impegno concreto, la misericordia e la riconciliazione. E l’oriz­zonte che si apre su tutto il mondo è l’eternità e l’infinito di Dio. Stacchiamo con coraggio e tentiamo questo futuro!

5  - Siate pronti!-  L'avvertimento divino è valido da diversi punti di vista: per l'oggi, per la fine di quest'epoca storica e l'inizio di un'altra, per la fine della nostra vita, per la fine del mondo. S. Agostino diceva a se stesso: ‘Temo Gesù che passa, temo Gesù che resta’. Che non passi invano perché non ce ne accorgiamo o continuiamo a dirgli di no; che resti sempre perché gli diciamo di sì.  

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