Prima Domenica di Quaresima

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 13 February 2016

violaPadre, non ti chiedo di toglierli dal mondo, ma di custodirli dal Maligno (Gv 17,l5)

Letture: Deuteronomio 26,4‑10; Romani 10,8‑13; Luca 4,1‑13.                      

1 ‑ Quaresima ‑ I quaranta giorni della Quaresima simboleggiano la vita terrena, che è anche un periodo globale di prova e di preparazione per ascendere alla vita eterna; invece i cinquanta giorni della Pasqua devono essere vissuti pregustando già la beatitudine della vita eterna. La Chiesa nelle prossime settimane ci conduce a riflettere seriamente sul mistero della vita, e ce ne suggerisce gli aspetti più importanti: tentazione‑libertà, esteriorità-interiorità, peccato‑conversione, morte‑risurrezione.

2 ‑ Con Gesù - Prima di iniziare la missione pubblica, Gesù si ritira sul monte di Gerico nel più assoluto raccoglimento, immerso in Dio ma anche in ogni genere di tentazione del diavolo. Combatte vittoriosamente, per noi e con noi, con la preghiera e il digiuno, indicandoci così la strada per riscattarci dal male: ‘Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto per essere tentato dal diavolo… ll diavolo, dopo aver esaurito ogni specie di tentazioni, si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato’ (Vangelo). Chi può contare gli appuntamenti diretti fra Gesù e il Tentatore dell’uomo in tutta la sua vita terrena? Ora, se Gesù ha voluto rivivere in se stesso ogni tentazione di tutti gli uomini - e le ha vinte una volta per tutte - ci dimostra che anche noi possiamo riuscire nell’impresa con la sua grazia.

3 ‑ La tentazione ‑ Essa non è solo frutto della concupiscenza, cioè della inclinazione al male della natura umana, decaduta per il peccato originale; quindi non è un episodio solo negativo, quasi una disgrazia, una interferenza maligna del demonio. Essa è molto di più: un fatto connaturale alla libertà dell'uomo, una forza dialettica degli impulsi profondi del cuore umano, in quanto è attratto dal finito ma cerca l’infinito. La libertà stessa è un’esaltante tentazione, cioè un invito, non solo a scegliere, ma a saper scegliere - fra le infinite cose – quella che in assoluto è la migliore. Così la tentazione conduce a poco a poco ad individuare quell'unico bene per cui vale la pena di vivere; scava le profondità del cuore umano e aiuta a tenere tutta la vita sotto pressione, in fervore, in tensione: ‘Se manca la tentazione – lo dice Agostino - finisce anche la preghiera’(Lettera 130). Pertanto la sua funzione è veramente preziosa, in quanto è estremamente selettiva, cioè diventa un’opportunità permanente di perfezione, una vera e propria grazia di Dio.

4 - Due Tentatori ‑ La storia dell’uomo inizia e finisce in un contesto ben più ampio della sua stessa vita personale. Attorno all'uomo evidentemente non c’è solo il demonio, ma c'è soprattutto Dio. Di questa duplice presenza è segnata la vita di ciascuno. Il demonio o satana è il tentatore maligno, l'accusatore, il nemico dell'uomo; ma il vero grande 'Tentatore' non è il diavolo, bensì Dio: il primo ci tenta ingannandoci, il secondo ci tenta sulla generosità. Duplice inganno: prima riesci a fare tutto da solo, dopo non riesci a fare più nulla di buono; duplice generosità: prima vinci il male, poi abbraccia tutto il bene! Inoltre lo spazio fra bene e male è pur sempre limitato, mentre fra un bene finito e il Bene assoluto è illimitato. Allora: perché Dio lascia il demonio all’opera? Perché l’azione stessa del demonio concorre al disegno di salvezza di Dio: senza volerlo, il demonio è condannato a svelare i piani di Dio e a collaborare con Lui, segnalandoci i punti deboli della nostra vita spirituale. Questa è l’unica giustificazione possibile, per cui Dio possa permettere al demonio di agire: ricavarne un bene maggiore.

5 - Le tentazioni in concreto ‑ Il Vangelo ci ricorda le tre tentazioni classiche dell'uomo: adorare la materia ('il pane'), adorare se stessi ('la libertà'), il piacere di affermarsi sugli altri ('il dominio'). Vi sono poi due piani o cause di tentazione negativa: la cupidigia (abuso della propria libertà, tutto è lecito, io non ho peccati, tutto è mio...) e il timore (rinuncia alla propria libertà e dignità, allo sforzo, a ragionare con la propria testa, ad essere se stessi, a vincere il male e i condizionamenti). Ecco dunque l'obiettivo primario della Quaresima: stimolarci a superare le tentazioni al male per liberare il nostro cuore e rafforzare la volontà, rendendoli capaci di accogliere le tentazioni di Dio, cioè gli inviti ad ascoltare e vivere come Gesù.

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