Quarta Domenica di Quaresima

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 21 March 2020

violaIo sono venuto nel mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi

Letture: 1Samuele 16,1b.4.6‑7,10-13a; Efesini 5,8‑14; Giovanni 9,1‑41.

1 - Aprire gli occhi ‑ Il miracolo del cieco fin dalla nascita è esem­plare perché evidenzia due tipi di cecità: quella involontaria e incolpevole che è l’incapacità fisica di vedere la luce, quella volontaria e col­pevole che è il rifiuto della luce e dell’evidenza della verità. I veri ciechi, secondo Gesù, non sono i non‑vedenti, ma coloro che credono di vedere e sapere tutto, in quanto pensano di essere infallibili e perfetti: ‘Se foste ciechi, non avreste alcun peccato, ma siccome dite: noi vediamo, il vostro peccato rimane’.

2 - La presunzione ‑ Essa è alla base di tutti gli errori umani, soprattutto il peccato di Lucifero e di Adamo ed Eva. Infatti, se uno è convinto di non sbagliare mai, preclude a se stesso la possibilità di verificare le proprie azioni ed eventualmente di correggerle. Costui è incapace di autocritica e di acco­gliere gli apporti altrui: ‘Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente’ (S. Paolo). La quaresima deve eliminare questa causa di ogni peccato.

3 ‑ L'umiltà ‑ La maturazione personale di un uomo è proporzionale a questa apertura di mente e di cuore, che chiamiamo umiltà. L'umile avverte certamente il proprio limite ma, al  tempo stesso, cerca di migliorare, di superarsi, di ascoltare gli altri, di chiedere aiuto a Dio, di crescere sempre più nella verità e nel bene. Il vero cieco è proprio l'orgoglioso perché non vuol vedere se non ciò che vuole lui: ‘Io l’ho scartato ‑ dice il Signore a Samuele ‑ perché io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo vede l’apparenza, io invece l’intimo del cuore’.­

4 - Il potere delle tenebre ‑ La presenza del male nello spirito umano si manifesta in tutta la sua virulenza proprio come forza che corrode la libertà fondamentale di ammettere l'errore e di liberarsi dal male. Il sorgere della luce coincide sempre con l’eventuale ammissione del proprio sbaglio. L'uomo è tanto più schiavo del male, quanto più è incapace di liberarsene. Solo Dio può agire su questo versante critico e imponderabile della libertà umana, dando la grazia di ammettere le proprie responsabilità.

5 - Punti concreti - Esaminiamo alcuni atteggiamenti tipici nei confronti di Dio: ‘Non ho bisogno di Lui, io non faccio peccati’; di noi stessi: ‘Io non devo migliorare nel mio rendimento, non ho difetti da correggere’; degli altri: critichiamo tutto e tutti senza far nulla per migliorare la situazione. Perciò eliminiamo ogni atteggiamento di intolleranza e violenza, che impedisce agli altri di esprimere il proprio pensiero e spezza il dialogo. L'attuale crisi di valori - che tocca nel profondo il tessuto morale e sociale, le istituzioni e le prospettive di sviluppo - è la duplice conseguenza di una operazione dannata: aver messo Dio da parte, aver abolito le regole naturali. 

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