Quarta Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 29 January 2016

verdeTi benedico, Padre, perché ai piccoli hai rivelato i misteri dei Cieli    

Letture: Geremia 1,4‑5.17‑19; 1 Corinzi 12,31-13,13; Luca 4,21‑30.                      

1 ‑ Nessuno è profeta in patria ‑ L'accoglienza, riservata dai concittadini  di Nazareth  a Gesù, è stata un rifiuto sdegnoso perché lui non ha compiuto fra loro i miracoli operati a Cafarnao. La risposta di Gesù ci fa riflettere: ‘Nessuno è profeta in patria’.  Come dire: si preferisce sempre un estraneo a un famigliare. Eppure, chi è più ‘consanguineo’ all’uomo di Dio? ‘Tu - esclama Agostino – sei più intimo del mio intimo stesso e più alto della mia parte più alta’ (Confessioni 3, 6, 11). Purtroppo il bene scatena anche la gelosia del male!

2 ‑ Una lunga storia ‑ Strano a dirsi: molte volte Dio riceve lo stesso trattamento villano da parte degli uomini. Proprio i suoi intimi non lo capiscono, lo contestano, lo tradiscono. La storia di Israele, il popolo eletto di Dio, è colma di infedeltà. Addirittura, i concittadini di Nazareth trascinano Gesù fin sul ciglio del monte per buttarlo giù; e un giorno non lontano anche i cittadini di Gerusalemme trascineranno Gesù fin sulla cima del Calvario per crocifiggerlo. La prima lettura già vi allude: ‘Gli uomini ti muoveranno guerra, ma non ti vinceranno perché io sono con te per salvarti’.

3 - Adesso tocca a noi ‑ Oggi gli abitanti di Nazareth, i concittadini di Gesù, sono i cristiani. Infatti proprio le nazioni 'cristiane' danno segni di ostilità e di rigetto nei confronti di Cristo: si vergognano delle radici cristiane. L’Europa ne è un esempio eloquente. Come si giustifica tutto questo? Perché molti sono convinti che il Vangelo, non solo sia inconciliabile con la cultura, la scienza e il progresso umano, ma soprattutto con l'autonomia della libertà umana. Come misera giustificazione si sente dire: io non accetto i vincoli di una religione, io non ce la faccio ad osservare il Vangelo.

4 - Alla radice ‑ C'è dunque un diffuso ambiente laico e areligioso, che vuole eliminare gli stessi segni dell’identità cristiana dalla realtà civile e quindi non aiuta a credere. Ed è vero. Ma la ragione profonda di un rigetto della fede è sempre al di dentro di ciascun individuo. È lì che avviene lo scontro con Cristo, la crisi di coscienza, la lotta quotidiana tra la creatura che afferma la propria autonomia e Dio che bussa per entrare, cioè fra il bene e il male, fra le passioni e la dignità umana. La Chiesa, per bocca di Giovanni Paolo II, supplica ancora tutti: ‘Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo’ perché Lui è l’unico salvatore dell’uomo!

5 ‑ Cristiani convinti ‑ Ogni generazione è chiamata a rivivere lo stesso cammino di fedeltà a Cristo. La Chiesa, da questo punto di vista, desidera offrire le condizioni più favorevoli per liberarci dal complesso di essere cristiani 'forzati'. Oggi, dopo il Concilio, si respira un clima di grande libertà e apertura, di comprensione verso tutte le religioni, di attesa paziente, di stimoli attivi a dialogare e collaborare: lo sanno bene i convertiti. In effetti si sta formando un cristianesimo più maturo e convinto: ricco di freschezza, di calore ed entusiasmo. Un cristianesimo consapevole e gioioso, che non lascia Cristo rincantucciato in un angolo della vita, ma lo desidera al centro del cuore e lo vuole portare a tutti. Il Vangelo stimola i cristiani a imitare l'impegno e l'intraprendenza che altri mettono purtroppo per le loro imprese di odio e di morte. Sarà ancora vera oggi la frase di Gesù: ‘I figli delle tenebre sono più scaltri dei figli della luce’?

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