Quindicesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 9 July 2016

verdeChi è il mio prossimo? Chi ha avuto compassione di lui.

Letture: Deuteronomio 30, 10‑14; Colossesi 1, 15‑20; Luca 10, 25‑37.

1 ‑ Il comandamento nuovo ‑ Il Deuteronomio è il libro del Vecchio Testamento che contiene la formula ufficiale della Legge divina, scolpita nel cuore dell’uomo fin dalla nascita e rivelata da Dio stesso a Mosé per ribadirne l'assoluto volore: ‘Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore. Amerai il prossimo tuo come te stesso’. Gesù nell’ultima Cena ha ridefinito questo comandamento in modo nuovo e più alto: ‘Amatevi a vicenda come io ho amato voi’. Non può esserci frattura fra l’amore dell’uomo e l’amore di Dio, fra l’amore a me stesso e agli altri: Gesù è tutto questo!

2 - Il mio prossimo ‑ La parabola del buon samaritano spiega molto chiaramente chi è in concreto il ‘mio’ prossimo. Tutti sono certamente mio prossimo nella vita di tutti i giorni: non ci sono né giudei né samaritani, né atei né credenti, né buoni né cattìvi, né ricchi né poveri, né simpatici né antipatici, né amici né nemici! Ma più ancora: Mio vero prossimo è colui che ha avuto compassione di me e mi ha soccorso quando avevo bisogno di aiuto! L’amore nasce sempre come un chinarsi su chi ha bisogno di affetto e di aiuto concreto.

3 - Il buon Samaritano ‑ È proprio Lui: Gesù in persona, che si è fatto uomo per prendere su di sé le nostre sterminate sofferenze e povertà, che ci solleva continuamente dalle cadute e ci restituisce la vera salute della vita di Dio: ‘Piacque a Dio  - spiega l’apostolo Paolo - riconciliare per mezzo di lui tutte le cose, riappacificare con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli’. Se Gesù si nasconde nei panni di un samaritano - che gli ebrei giudicavano un eretico e scismatico – vuol dire che si è fatto ultimo per soccorrere tutti.

4 ‑ La strada di Gerico ‑ E' la strada della vita, percorsa in su e in giù da tutti gli uomini. Molte volte il più forte schiaccia il più debole, ma può accadere che il più forte soccorra il più debole. Se in noi è l'amore vero di Dio, cioè Cristo, c'è sempre il buon samaritano, che all’occorrenza è capace di dimenticare i propri interessi per soccorrere chi ha bisogno. La storia del mondo, da Abele ai nostri giorni, è l'ininterrotta parabola del buon samaritano o del cattivo samaritano. Ma Gesù con questa parabola vuol darci anche la vera lezione: molte volte chi ti aiuta è proprio colui che tu consideri un diverso, un inferiore, un nemico. Così i samaritani erano considerati dagli ebrei osservanti. Dio ha forse voluto nascondersi nei panni di un samaritano perché noi lo consideriamo talvolta come un estraneo, come un disturbatore della nostra quiete spirituale...

5 ‑ La risposta concreta ‑ Ce la dà il Vangelo: ‘Va' e anche tu fa' lo stesso’. Oggi non possiamo certo dire di applicare fino in fondo questa parabola. Troppi tirano dritto per la loro strada, disinteressandosi di coloro che si trovano nei guai e non sanno dove sbattere la testa: gli esempi sono sotto gli occhi di tutti in questo tempo di grave crisi... Il nostro cristianesimo sarà misurato dalla parabola del buon samaritano, che tutti avrebbero inventato perchè tutti qualche volta hanno provato che cosa vuol dire non avere nessuno vicino, quando si trovano nei guai!

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