Quindicesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 14 July 2018

verdeLi mandò a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi

Letture: Amos 7, 12‑15; Efesini 1, 3‑14; Marco 6, 7-13.

1 ‑ Un certo Amos ‑ La storia di Israele si può sintetizzare così: Dio che salva il suo popolo. Egli ama servirsi di uomini assolutamente normali, chiamati da Lui al ministero di profeti, sacerdoti, re o semplici fedeli. Uno dei tanti è appunto il profeta Amos, di professione guardiano di buoi, che si presenta così: ‘Non ero profeta, né figlio di profeta; ero un pastore e raccoglitore di sicomori (fichi selvatici); il Signore mi prese mentre conducevo il bestiame e mi disse: Va’, profetizza al popolo di Israele’. Come dire: chi fa tutto è sempre il Signore. Nelle mani di Dio la debolezza diventa forza, l’ignoranza sapienza. Lo spiega anche molto bene Paolo: ‘ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini’ (Lettera Corinzi). Il profeta è ben conscio che deve solo essere uno strumento docile nelle mani di Dio.

2 - La sorpresa ‑ Dio è fatto così:  irrompe all'improvviso nella tua vita e ti dice semplicemente di seguirlo per portare a tutti la sua salvezza: ‘0rdinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa, ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche’. Come dire: disposti a rinunciare a tutto, con il cuore distaccato da ogni legame per rendere libera la Parola di Dio e pura l'intenzione del proprio annuncio. Di tuniche ne basta una e ne avanza: quella di Cristo. Ma il ‘bastone’ è indispensabile: la sua Croce! Se siamo così equipaggiati, tutti riconosceranno che il profeta è Lui. Fra le svariate professioni di vita, possibili in questo mondo, eccone una assolutamente straordinaria: seguire Cristo ripetendone la missione. S. Giovanni Bosco diceva che il Signore chiama l’80% di tutti i giovani. Questa è l’avventura più grande della vita!

3 ‑ A due a due – ‘Tutte le cose sono a coppia, una di fronte all’altra. Egli non ha fatto nulla di incompleto. L’una conferma i meriti dell’altra. Chi si sazierà della sua gloria’ (Siracide 42,24). Dio non opera mai da solo, ma vuole la collaborazione dell'uomo. Neppure l'uomo deve operare da solo, ma insieme a tutti  gli altri. Ecco il senso dell'espressione: ‘a due a due’. Dunque, ciascuno di noi è sempre insieme a Gesù quando opera nel mondo, e questo fatto è già di molto conforto. Inoltre, ciascuno deve aiutare l'altro perché non si scoraggi in mezzo alle difficoltà e possa condividere i suoi doni. Ma, oggi, il Signore non si limita più a chiamare i ‘dodici’, cioè soltanto alcuni: chiama tutti!  Di fronte ai problemi enormi del  mondo, chi ha il coraggio di tirarsi indietro? Eppure, nella Chiesa si contano ancora troppi posti vuoti: enorme responsabilità della nostra generazione rispetto al futuro dell’umanità.

4 ‑ L'accoglienza ‑ Già questo fatto indica quale sia l'accoglienza che anche oggi viene riservata al messaggio cristiano. Dice Gesù: ‘E se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro’. Questo testo potrebbe apparire aspro e offensivo; in realtà Gesù vuol ribadire il principio della assoluta fedeltà e libertà al suo messaggio, senza accomodamenti o compromessi con la mentalità e la morale del mondo. C’è libertà per tutti, ma è anche vero che tutti hanno il diritto di poter essere aiutati e salvati.

5 ‑ Tre cose ‑ Ecco in sintesi ciò che facevano gli apostoli e ciò che deve essere fatto anche oggi: a) predicavano che la gente si convertisse dall'egoismo all'amore di Dio e all’amore del prossimo; b) scacciavano molti demoni  con i  sacramenti della penitenza e della eucaristia, nonché con la nuova morale cristiana che aiuta a vincere le passioni e promuovere la giustizia; c) ungevano di olio gli infermi e li guarivano, curando ogni sorta di malattie del corpo e dello spirito con l'olio della carità cristiana. Ecco il compito che ci attende: sacerdoti, religiosi e laici! Questa è un’impresa che trascende le forze umane, per questo Gesù ci invita a pregare il Padrone della messe perché mandi operai alla sua messe. Tre cose: preghiera, testimonianza di vita cristiana, dono di sé.

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