Quinta Domenica di Pasqua

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 23 April 2016

gialloVi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri    

Letture: Atti 14,20‑26; Apocalisse 21,1‑5; Giovanni 13,31‑33.34‑35

1 ‑ Nuovo cielo e nuova terra ‑ La Risurrezione è dunque l'inizio di una nuova vita sulla terra, radicalmente diversa dal modello pagano, in cui l’uomo praticamente elimina Dio e ne prende il posto, ma poi adora le creature piuttosto che il Creatore. In tal modo l'uomo è ricondotto alle sue vere origini e alla fonte piena della vita umana, in comunione totale di amore con Dio e l'umanità. L’apostolo Giovanni esprime questa realtà con la visione della sposa adorna per il suo sposo: ‘Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo, ed egli sarà il Dio‑con‑loro’.

2 ‑ Il comandamento nuovo – Tutta la vita dell’uomo si regge su l’esempio di Gesù, il quale, prima di morire, ha spiegato agli apostoli come vivere la vita nuova: ‘Come io ho amato voi, cosi anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri’. La novità di vita consiste dunque nel vivere come Lui ha vissuto, amandoci come Lui ci ha amati, perdonandoci le offese e i difetti: l’egoismo, l’invidia, la violenza.

3 ‑ È già Lui ‑ La nostra vita cristiana soffre tuttora di alcuni atteggiamenti che, a ben riflettere, sono piuttosto strani. Perché sentiamo Dio ancora lontano? Perché le espressioni della vita religiosa e morale (i sacramenti e tutto ciò che è rito sacro) sono separate dalla vita concreta. In fin dei conti, quello che chiamiamo amore umano è ‘già Lui in persona’.  Essere cristiani quindi è la cosa più naturale di questo mondo. I sacramenti sono il rapporto vitale tra Dio e 1'uomo, che tocca gli aspetti concreti del vivere umano. Gli antichi cristiani non si limitavano perciò a fare tutto per un amore amano: tutto facevano ‘nel  Signore’. Evidentemente non concepivano questa vita se non immersa completamente in Dio, perché il vero amore abbraccia tutto e tutti. Proviamo semplicemente a pensare che cosa significhi amare gli altri nel Signore: nel matrimonio, in famiglia, nel caseggiato, nell'ambiente di lavoro. La risposta ci porta a questa conclusione: io amo gli altri come li ama Dio!

4 - Il nostro Battesimo ‑ Ci pensiamo poco. Avendolo ricevuto appena nati, non lo abbiamo vissuto come qualcosa di radicalmente diverso, non lo abbiamo capito in tutta la sua pienezza. Forse l’immagine più appropriata è questa: un diluvio di misericordia e di grazia divina. La sua vitalità dovrebbe portarci alla vera vita di Dio, trasformando la nostra mentalità e il modo di vivere. Insomma: creature nuove! Così Agostino parlava ai neofiti, che avevano appena ricevuto il battesimo nella notte di Pasqua: ‘Rallegriamoci e rendiamo grazie a Dio: non soltanto siamo diventati cristiani, ma siamo diventati Cristo stesso. Capite, fratelli? Vi rendete conto della grazia che Dio ha profuso su di voi? Stupite, gioite: siamo diventati Cristo! Se Cristo è il capo e noi le membra, l’uomo totale è Lui e noi. Tutti insieme siamo Cristo’ (Commento Vangelo di Giovanni 21, 8).     

5 - Conclusione –  Un altro pensiero di Agostino: ‘Una volta per tutte ti viene imposto un breve precetto: ama, e ciò che vuoi fallo pure; sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell'amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene’ (Comm. I lett. Gv 7,8).

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