Solennità di Tutti i Santi

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 31 October 2016

gialloRallegratevi perché grande è la vostra ricompensa nei cieli

Letture: Apocalisse 7, 2-4.9-14;  1 Giovanni 3,1-3;  Matteo 5, 1-12

1 - Chi sono – I santi sono gli uomini e le donne che hanno fatto ‘il pieno’ di Dio, costruendo la loro vita su un unico fine: ‘Amare Dio con tutto il cuore, la mente e le forze; amare il prossimo come lo ama Gesù’. Sono creature che, pur vivendo in terra con tutti i problemi, le fatiche e le sofferenze della vita, hanno collocato stabilmente in Dio il loro cuore vivendo unicamente per Lui. Esclama Agostino a nome di tutti: ‘Tardi ti amai, bellezza sempre antica e sempre nuova, tardi ti amai – Ormai io te solo amo, te solo seguo, voglio essere di tuo pieno diritto’ (Confessioni e Soliloqui).

2 – Le beatitudini – Essi hanno scelto il codice della santità, proposto da Gesù su quella santa montagna, simbolo della sublime perfezione cristiana. Le ‘beatitudini’ constano di otto punti, che sono poi i valori divini e umani di Gesù, proposti all’imitazione di tutti: l’umiltà della povertà di spirito, l’afflizione di non essere perfetti, la mitezza dell’autocontrollo, la giustizia della perfezione infinita, la misericordia del perdono, la purezza del cuore, la pazienza nella persecuzione, la perseveranza nelle avversità. In tal modo i santi, con la pazienza impaziente di tutta una vita, si sono congiunti all’eterna stabilità di Dio. Ogni giorno sempre più!

3 – I Novissimi – I santi in concreto hanno avuto ben presenti i quattro misteri che campeggiano alla fine della vita terrena: la morte, il giudizio divino, l’inferno, il paradiso. Il tutto, vissuto nella luce della morte e risurrezione di Cristo, che Agostino definisce felicemente come il ‘rapporto di due a uno’: con una sola morte Cristo ci ha liberato da due morti nell’anima e nel corpo, con una sola risurrezione Cristo ci ha procurato due risurrezioni nell’anima e nel corpo. Così pure esistono due giudizi, due inferni e due paradisi: uno in questa vita terrena e l’altro in quella futura. Il giudizio della coscienza ci accompagna e prepara al giudizio finale, l’inferno quaggiù è la situazione dell’anima devastata dal peccato e figura della rovina eterna di chi rifiuta per sempre Dio, il paradiso è già la pace profonda della purità di coscienza che fa gustare in anticipo il gaudio eterno del Paradiso.

4 – La comunione dei Santi – Il mistero della Chiesa è unico e abbraccia tutta l’umanità del cielo e della terra. Essa forma un’unica famiglia nell’unità della Trinità. Questo significa che tutto il bene del cielo si riversa sulla terra e tutto il bene della terra prepara il cielo. La popolazione celeste degli angeli e dei santi, essendo in Dio, è anche più vicina a noi per aiutarci, stimolarci, incoraggiarci. Questa è la ‘comunione dei santi’, che fa circolare il bene di ciascuno in tutti e viceversa. Per questo il mistero della Chiesa sulla terra abbraccia anche tutto il passato (le anime di coloro che ci hanno preceduto), il presente (l’umanità attuale) e il futuro (coloro che verranno dopo di noi fino al termine della storia). La comunione di preghiera deve indirizzarsi pertanto a tutti i membri della Chiesa futura: anche qui non devono esserci le barriere del tempo. Si direbbe con Agostino: ‘Cerchiamo di essere interamente qui, per non essere qui’!

5 – Il Purgatorio – Sono le anime che hanno superato positivamente il giudizio di Dio, ma devono fare ancora purificazione donando totalmente la loro vita. Questo fuoco, che precede il giudizio finale, opera nei redenti come mezzo di salvezza. Anche queste anime lavorano e meritano per noi: raccomandiamoci ad esse e raccomandiamole alla misericordia di Dio. La loro voce fraterna ci invita a non sprecare il tempo e i doni di Dio, a vigilare vivendo bene perché il nostro ultimo giorno non ci trovi impreparati. Cingiamo i fianchi del cuore nella fortezza e nella speranza astenendoci da tutti gli illeciti desideri, pieni di ardore per le opere buone e la perfezione della santità.     

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