Al caminetto con la Parola di Dio

Questa rubrica raccoglie alcune riflessioni sulla Parola di Dio festiva, preparate comunitariamente ogni settimana. Il sussidio vuole rispondere a una duplice esigenza, avvertita ormai da tutti: a) giungere all'ascolto della Parola di Dio della messa festiva avendola già meditata in modo serio e approfondito; b) adeguare sempre meglio l'omelia o la catechesi alla sensibilità e alle situazioni concrete dei fedeli. Il cammino compiuto da ormai quarant’anni ha dimostrato che tale metodo anche se non è l'unico o l'ottimo migliora la qualità e i contenuti dell'omelia. Così esso diventa un prezioso servizio che i laici offrono al sacerdote e il sacerdote offre alla comunità dei fedeli. Dopo questa esperienza in gruppo, si è sentita l'esigenza di offrire anche una "traccia" scritta perché la riflessione continui durante la settimana in famiglia. Ora il testo è disponibile attraverso internet: il nuovo ‘caminetto’, ove la famiglia può riunirsi attorno al fuoco dello Spirito Santo. Accogliamo l’invito della Chiesa preparando un cuore ben disposto all'ascolto vivo e vissuto della Parola di Dio.

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Sedicesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 22 July 2018

verdeErano come pecore senza pastore

Letture: Geremia 23, 1‑6;  Efesini 2, 13‑18;  Marco 6, 30‑34.

1 ‑ Geremia ‑ Il profeta-martire denuncia a tutto il mondo la causa della rovina del suo popolo: ‘Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo. Radunerò io, il Signore, il resto delle mie pecore da tutte le regioni dove le ho lasciate scacciare e le farò tornare ai loro pascoli. Costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare’. Perché i cattivi pastori fanno perire e disperdono le pecore? Molto semplice: non vogliono avere responsabilità alcuna sugli altri e pensano ai propri interessi. Questo fatto è successo e succede purtroppo anche oggi nella società civile e nella Chiesa. Ma Dio promette di mandare ‘un germoglio giusto’, un re‑pastore che eserciterà  il diritto e la giustizia su tutta la terra. Chiara allusione a Cristo, unico buon Pastore, che guiderà i popoli alla salvezza della vita eterna. Anche oggi l’ammonimento divino è quanto mai attuale e riguarda indistintamente tutti e ciascuno.

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Quindicesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 14 July 2018

verdeLi mandò a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi

Letture: Amos 7, 12‑15; Efesini 1, 3‑14; Marco 6, 7-13.

1 ‑ Un certo Amos ‑ La storia di Israele si può sintetizzare così: Dio che salva il suo popolo. Egli ama servirsi di uomini assolutamente normali, chiamati da Lui al ministero di profeti, sacerdoti, re o semplici fedeli. Uno dei tanti è appunto il profeta Amos, di professione guardiano di buoi, che si presenta così: ‘Non ero profeta, né figlio di profeta; ero un pastore e raccoglitore di sicomori (fichi selvatici); il Signore mi prese mentre conducevo il bestiame e mi disse: Va’, profetizza al popolo di Israele’. Come dire: chi fa tutto è sempre il Signore. Nelle mani di Dio la debolezza diventa forza, l’ignoranza sapienza. Lo spiega anche molto bene Paolo: ‘ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini’ (Lettera Corinzi). Il profeta è ben conscio che deve solo essere uno strumento docile nelle mani di Dio.

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Tredicesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 28 June 2018

verdeNon temere, continua solo ad aver fede!

Letture: Sapienza 1, 13-15. 2, 23-24;  2 Corinzi 8, 7-9.13-15; Marco 5, 21-43.

1 - Vita e morte – Inizia una riflessione profonda su questo tema fondamentale per ogni uomo di ogni tempo. Essa è guidata dall’ultimo libro sapienziale del Vecchio Testamento: la Sapienza. L’autore loda subito il Dio della vita: ‘Egli ha creato tutto per l’esistenza, le creature del mondo sono sane, in esse non c’è veleno di morte’. Infatti ogni essere, in quanto tale, è un bene di Dio; il male invece non può che essere frutto delle volontà umane, quindi è privazione del bene. L’uomo è stato creato per l’immortalità, ad immagine dell’immortale giustizia di Dio. Perché allora la morte? Risponde la Sapienza: ‘La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono’. La morte è il frutto finale di una scelta sbagliata dell’uomo e dell’angelo.

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Dodicesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 24 June 2018

verdeChi è costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?

Letture: Giobbe 38, 1.8-11; 2 Corinzi 5, 14‑17; Marco 4, 35‑41.

1 ‑ Il mare ‑ Esso è una stupenda creatura di Dio, segno di potenza vivificante, di sconfinata grandezza, di abissale profondità. Proprio come è Dio! Contemplando questa meraviglia della creazione, il nostro sguardo si affaccia sull'infinito di Dio, sull’inesorabile trascorrere e rifluire del tempo, sul fiume delle miserie umane che vengono medicate e restituite a vita nuova, sul pianto e sulle tragedie dell'uomo... La lettura di Giobbe sembra alludere a tutto ciò, quando ricorda che Dio ha fissato un preciso limite al mare della creazione e del male: ‘Fin qui giungerai e non oltre, e qui si infrangerà l'orgoglio delle tue onde’. Questo mare del mondo è simbolo di tutto il male, che cerca di travolgere il bene; ma esso si infrange contro la sapiente e misericordiosa Provvidenza divina, che si serve anche del male per realizzare un bene maggiore.

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Undicesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 16 June 2018

verdeIl Regno di Dio è il più piccolo dei semi, ma diventa l’albero più grande

Letture: Ezechiele 17, 22-24; 2 Corinzi 5, 6-10; Marco 4, 26-34.

1 ‑ Due parabole ‑ Un uomo getta il seme nel solco, la madre terra produce il miracolo; pochi giorni dopo, ecco lo stelo e poi la spiga. Fra tutti i semi, il granellino di senapa è il più piccolo, ma diventa tanto grande che gli uccelli possono ripararsi alla sua ombra... Due mini‑parabole per cogliere due caratteristiche del Regno di Dio nel suo sorgere e nel suo perfezionarsi. Sembra che l’uomo faccia tutto; in realtà è Dio che produce il seme e lo fa fruttificare, anche senza intervento umano o contro ogni avversità. Questo è quanto avviene nel campo della natura. Invece nel campo della grazia il seme di Dio è lo Spirito dell'amore: non più che una cellula di vita divina nel cuore di ogni uomo, che però nel tempo diventa un unico grande albero, cioè la Chiesa, la famiglia universale che incorpora tutti gli uomini.

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Decima Domenica fa l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 7 June 2018

verdeChi compie la volontà di Dio è per me fratello, sorella, madre

Letture: Genesi 3, 9-15; 2Corinzi 4, 13-5,1; Marco 3, 20-35.

1 – Nel giardino della coscienza - Dopo il primo peccato, Adamo tenta di sfuggire allo sguardo di Dio rifugiandosi in qualche anfratto della propria coscienza. Ma Dio lo scova anche lì, perché tutto è scoperto e nudo davanti a Lui. E questa è la prima domanda che si sente rivolgere da Dio: ‘Adamo, dove sei’? In altri termini: dove sei andato a finire? Adamo balbetta: ‘Ho udito il tuo passo nel giardino (il rimorso), ho avuto paura (del castigo) perché sono nudo (senza scuse o attenuanti), e mi sono nascosto’. E’ la vicenda di ogni peccato: prima la baldanza di chi vuole affermare la sua autonomia e libertà insindacabile, poi la vergogna di aver tradito la propria dignità e un rapporto filiale con Dio. Agostino commenta: ‘Davanti a Dio non ci si può nascondere dietro a un dito’.

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Solennità del Corpo e Sangue di Cristo

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 31 May 2018

gialloPrendete, questo è il mio corpo e il mio sangue

Letture: Esodo 24, 3-8; Ebrei 9, 11-15; Marco 14, 12-16; 22-26.

1 - Sacrificio di ringraziamento - L’Eucaristia è il sacramento della riconoscenza illimitata dell’uomo al suo Signore, soprattutto  per l’opera della salvezza: ‘Cristo, venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso un Tenda più grande e più perfetta, non costruita da mani di uomo, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue entrò una volta per sempre nel santuario, procurandoci una redenzione eterna’ (Lettera agli Ebrei). L’Eucaristia è la somma di tutti i beni messianici, presenti e futuri, di cui ringraziamo perennemente Dio.

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Solennità della SS. Trinità

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 26 May 2018

gialloGloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo

Letture: Deuteronomio 4, 32-34;39-40; Romani 8, 14-17; Matteo 28, 16-20.

1 - Gloria! - Oggi celebriamo tutti i doni di Dio che hanno origine e fondamento nella SS. Trinità: la vita dal Padre, la redenzione dal Figlio, la consumazione nella perfezione infinita di Dio dallo Spirito Santo. Diciamo quindi ‘grazie’ soprattutto per la incessante e crescente rivelazione-comunicazione di vita, di verità, di amore e di unità: ‘Dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra vi fu mai cosa più grande di questa? Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare nel fuoco’ (Deuteronomio)? Questa epifania della Trinità inizia fin dalla creazione e si sviluppa in Abramo, Mosè e i profeti, fino a raggiungere il suo culmine con l’incarnazione del Verbo di Dio fatto uomo e con la discesa dello Spirito Santo nella santa Chiesa. Un crescendo che non finirà mai più.

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Solennità di Pentecoste

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 19 May 2018

rossoFurono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare

Letture: Atti 2, 1-11; Galati 5, 16-25; Giovanni 15, 26-27; 16, 12-15

1 - La nuova creazione - Nel giorno di Pentecoste, festa dei doni del cielo e della terra, Gesù mantiene la promessa: invia lo Spirito Santo, Amore del Padre e del Figlio, pienezza di vita divina donata ai credenti. La Pentecoste è il primo giorno di una nuova creazione: gli uomini sono chiamati a vivere fin d’ora la stessa vita di Dio. Ora, l’amore di Dio è la sua stessa natura, quindi è anche la vita dello spirito umano, fatto ad immagine di Dio: ‘Se togli loro lo spirito, muoiono e ritornano nella loro polvere. Mandi il tuo spirito, sono creati e rinnovi la faccia della terra’ (Salmo 103).

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Ascensione del Signore

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 10 May 2018

gialloEssi partirono e predicarono dappertutto; il Signore era con loro

Letture: Atti 1, 1-11; Efesini 4, 1-13; Marco 16, 15-20.

1 - L’Ascensione - La festa odierna racchiude un messaggio bellissimo e consolante: la vita sulla terra si conclude con l’ascensione al cielo. Questo vale per Gesù e vale per noi, risorti con Lui a vita nuova. La nostra patria definitiva è il cielo, non il cimitero ove sostiamo solo con il corpo per un tempo determinato. Per ore Gesù ci precede nella casa del Padre comune e ci attende lassù, ma intanto resta con noi per portarci con Sé. Infatti dice agli apostoli nell’ultima cena: ‘Vado a prepararvi un posto’; come dire: ‘Vi porto su con me nel cielo spiritualmente e continuerò ad essere sempre con voi sulla terra’. Quindi noi, in Gesù, siamo già fin d’ora, di diritto e di fatto, nella speranza e nella realtà, in comunione di vita eterna con la SS. Trinità e con tutta la popolazione celeste: Maria. gli Angeli e i Santi.

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