Al caminetto con la Parola di Dio

Questa rubrica raccoglie alcune riflessioni sulla Parola di Dio festiva, preparate comunitariamente ogni settimana. Il sussidio vuole rispondere a una duplice esigenza, avvertita ormai da tutti: a) giungere all'ascolto della Parola di Dio della messa festiva avendola già meditata in modo serio e approfondito; b) adeguare sempre meglio l'omelia o la catechesi alla sensibilità e alle situazioni concrete dei fedeli. Il cammino compiuto da ormai quarant’anni ha dimostrato che tale metodo anche se non è l'unico o l'ottimo migliora la qualità e i contenuti dell'omelia. Così esso diventa un prezioso servizio che i laici offrono al sacerdote e il sacerdote offre alla comunità dei fedeli. Dopo questa esperienza in gruppo, si è sentita l'esigenza di offrire anche una "traccia" scritta perché la riflessione continui durante la settimana in famiglia. Ora il testo è disponibile attraverso internet: il nuovo ‘caminetto’, ove la famiglia può riunirsi attorno al fuoco dello Spirito Santo. Accogliamo l’invito della Chiesa preparando un cuore ben disposto all'ascolto vivo e vissuto della Parola di Dio.

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Sesta Domenica di Pasqua

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 3 May 2018

gialloCome il Padre ha amato me, così amatevi gli uni gli altri

Letture: Atti 10, 25-27. 34-35.44-48; I Giovanni 4, 7-10; Giovanni 15, 9-17.

1 - Come... così - Siamo ancora nel cenacolo dell’ultima Cena per ascoltare il passo più sublime del discorso di Gesù: ‘Come il Padre ha amato me, così amatevi gli uni gli altri’. Adesso entriamo nel fondo del mistero inaccessibile di Dio: Gesù ci ha amati con la stessa intensità con cui il Padre lo ha amato. Sembrerebbe incredibile se non fosse stato Lui a rivelarcelo. E questo amore comune del Padre e del Figlio, donato a noi, è proprio lo Spirito Santo, forza divina di amare tutti! Il ‘come’ dell’amore di Dio diventa il ‘così’ dell’amore umano!

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Quinta Domenica di Pasqua

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 28 April 2018

gialloChi rimane in me e io in lui fa molto frutto

Letture: Atti 9, 26-31; I Giovanni 3, 18-24; Giovanni 15, 1-8.

1 - Una raccomandazione - Nell’ultima cena, Gesù intrattiene gli apostoli con alcune raccomandazioni molto importanti. Fra queste, ne dà una: ‘Rimanete in me perché senza di me non potete fare nulla’; e spiega: ‘Come il tralcio non può dar frutto se non è attaccato alla vite, così anche voi se non rimanete in me’. Chi si illude di poter portare da sé frutti di vita cristiana, non è unito alla vite-Cristo; e chi non è unito alla vite non è cristiano. Così si spiega tanta storia di fallimenti personali, di scismi dolorosi che hanno spezzato l’unità della Chiesa, di guerre fra i popoli. Gesù è perentorio: non potete proprio fare nulla senza di me!

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Quarta Domenica di Pasqua

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 19 April 2018

gialloIo conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me

Letture: Atti 4, 8‑12; I Giovanni 3, 1‑2; Giovanni 10, 11‑18.

1 ‑ Il buon Pastore ‑ Gesù ama definirsi come buon pastore di fronte a tutti gli uomini per sottolineare che Lui è il vero capo e la guida dell'umanità, in quanto è il Salvatore ‘che dà la vita per le sue pecore’. Il rapporto che lo lega a noi è dunque essenzialmente un dono di amore totale e supremo, un servizio altissimo di verità e di unità per la salvezza del mondo: ‘Io conosco le mie pecore ‑ E ho altre pecore che non sono di que­sto ovile; anche queste io devo condurre’ (Vangelo). In questo quadro non c’è più ombra di supremazia, ma di umile servizio a tutti gli uomini.

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Terza Domenica di Pasqua

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 12 April 2018

gialloAprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture

Letture: Atti 3, 13-15.17-19;  I Giovanni 2, 1-5;  Luca 24, 35-48.

1 - Il Cenacolo - È il primo, piccolo tempio della nuova Gerusalemme cristiana: la chiesa di Gesù. Egli vi raduna gli apostoli la sera del giovedì santo per celebrare la sua prima Pasqua di morte e risurrezione, consacrandoli sacerdoti  e istituendo l’Eucarestia, la sera di Pasqua conferisce loro il potere di perdonare i peccati, nel giorno dell’Ascensione li invia come testimoni a evangelizzare il mondo. Nel cenacolo, dopo cinquanta giorni dalla Pasqua, dona lo Spirito Santo a tutto il mondo. Il Cenacolo quindi rappresenta l’espressione piena della liturgia pasquale ove Cristo raduna i suoi fedeli, si fa presente come Parola e come Carne, alimenta e sviluppa la comunità cristiana. Anche gli apostoli continueranno a riunirvi la prima comunità di Gerusalemme per molto tempo, e vi celebreranno il primo sinodo solenne di Gerusalemme. Anche oggi, attorno ad ogni tabernacolo, la Chiesa vive l’esperienza del Cenacolo costeruendo se stessa.

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Seconda Domenica di Pasqua

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 5 April 2018

gialloBeati quelli che, pur non avendo visto, crederanno

Letture: Atti 4, 32-35; I Giovanni 5, 1-6; Giovanni 20, 19-31.

1 - L’ottavo giorno - È il giorno della Risurrezione di Cristo e del mondo. Viene chiamato così perché è un giorno diverso da tutti gli altri che formano la settimana: giorno che annuncia i tempi nuovi della salvezza e anticipa l’eterno ‘Giorno di Dio’. Anche l’architettura delle chiese cristiane, in particolare i battisteri, con il loro modulo ottagonale, simboleggiano il giorno ottavo – Il giorno della risurrezione di Gesù inizia prestissimo, prima dell’alba, con il terremoto che apre il Sepolcro di Cristo, e termina a notte alta, quando Gesù appare ancora ai discepoli riuniti nel Cenacolo e mostra loro le mani e il costato come prova fisica della sua risurrezione. Quelle mani e quel costato, da cui è uscita la Vita nuova, sono e saranno per sempre il documento di una Pasqua che non finirà mai più...

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Pasqua di Risurrezione

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 30 March 2018

gialloCristo nostra Pasqua è immolato; facciamo festa nel Signore!

Letture: Atti 10, 34.37‑43;  Colossesi 3, 1-4;  Giovanni 20, 1‑9.

1 ‑ Il sepolcro vuoto – Il mattino di Pasqua, Simon Pietro e Giovanni - allertati dalle donne e dalla Maddalena sulla scomparsa del corpo di Gesù dal sepolcro - corrono al Calvario, entrano per primi nel sepolcro vuoto e osservano la sindone e le bende, usate per la sepoltura di Gesù, piegate con cura ai lati del letto tombale. Per Giovanni è  evidentemente il ‘segno’ lasciato da Gesù risorto: ‘Egli vide e credette’! Anche oggi il segno non cambia: il sepolcro vuoto, e aperto dal di dentro, di Gesù è la prima prova che Egli è vivo, libero dai morti, vivente in mezzo a noi. Tutta la creazione è scossa da un nuovo fremito di vita divina: finalmente in Cristo Risorto l’uomo ritrova se stesso e torna ad essere ‘nuova creatura’!

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Quinta Domenica di Quaresima

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 17 March 2018

violaChi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna

Letture: Geremia 21, 31‑34; Ebrei 5, 7‑9; Giovanni 12, 20‑33.

1 ‑ L’Ora di Cristo ‑ A pochi giorni dalla passione e morte, Gesù sente giunta finalmente la ‘sua ora’: salvare il mondo dal peccato e aprire nuovamente agli uomini la porta della Vita divina. Gesù è venuto solo per questo: salvare il mondo dalla morte eterna. L’uomo-Gesù avverte il peso immane del momento supremo, in cui viene a coincidere la storia di tutti gli uomini con la sua vita personale: un unico destino. E prega così il Padre: ‘Ora l’anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest’ora? Ma per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome’ (Vangelo). L’ora di Cristo Salvatore unisce la morte di Cristo con l’ora della nostra salvezza. Anche noi, grazie a Gesù Crocifisso, siamo finalmente giunti a quest’ora!

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Quarta Domenica di Quaresima

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 11 March 2018

violaChi fa il male, odia la luce; chi opera la verità viene alla luce

Letture: 2 Cronache 36, 14-16. 19‑23; Efesini 2, 4‑10; Giovanni 3, 14‑21.

1 ‑ Luce e tenebre – ‘La luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere; ma chi opera la verità viene alla luce perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio’ (Vangelo). Questo testo illumina tutta la storia umana, da Adamo a qualsiasi uomo di tutti i tempi. Da una parte c’è la luce di Dio, la Verità infinita: non solo illumina ogni uomo che viene nel mondo, ma è venuta nel mondo duemila anni fa nella persona divina di Gesù, Figlio dell’uomo. Dall’altra parte c’è l’accoglienza che gli uomini le hanno riservato ieri e oggi: chi l’ha accolta è venuto alla luce, ma molti non la accolgono perché preferiscono le tenebre del male alla luce del bene. Ora, il bene è ‘operare la verità’, non solo affermarla in modo teorico. Il male invece è il non operare il bene perché si odia la luce. Il vero peccato non è mancare per fragilità o ignoranza, ma opporre un netto e pregiudiziale rifiuto a tutto ciò che è luce di verità, di amore, di bene.

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Terza Domenica di Quaresima

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 3 March 2018

violaNon fate della casa del Padre mio un luogo di mercato!

Letture: Esodo 20, 1-17; I Corinzi 1, 22‑25; Giovanni 2, 13‑25.

1 - La prima Pasqua - Gesù scaccia dal recinto del tempio di Gerusalemme i venditori di animali e i cambiavalute perché hanno trasformato la casa della preghiera in un luogo di mercato. È uno dei tanti gesti messianici, che indica quanto Gesù sta per realizzare con la passione, morte e risurrezione: ‘Distruggete pure questo tempio (il mio corpo) e io in tre giorni lo farò risorgere’. Il tempio di Gerusalemme diventa figura del corpo di Gesù, come il cuore dell’uomo è il tempio privilegiato della SS. Trinità, come la Chiesa di Cristo è il suo Corpo mistico. Poniamoci allora una domanda: Non siamo, per caso, anche noi i venditori che fanno mercato delle cose di Dio, in quanto facciamo i nostri interessi nella Chiesa e nella società?

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Seconda Domenica di Quaresima

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 24 February 2018

violaDio non ha risparmiato per noi neppure il proprio Figlio

Letture: Genesi 22, 1-2.9a.10-13,15-18; Romani 8, 31b-34; Marco 9,2-10.

1 ‑ Abramo e Isacco - A questo padre Dio chiede un giorno la prova suprema dell’amore sacrificandogli l’unico figlio: ‘Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò’. Dio non ci dona certamente un figlio per togliercelo; invece per sé ha scelto questo criterio di amore supremo: per salvarci, ci ha donato proprio il suo unico Figlio sulla croce. Abramo diventa immagine di questo Padre perché ama talmente Dio che non ‘gli rifiuta nulla’. Questa in effetti è l’unica ed estrema giustificazione, che accomuna Abramo a Dio: chi ama è pronto a sacrificare se stesso fino in fondo per la persona amata. Un giorno anche Gesù ribadirà questa verità: ‘Chi ama il padre o la madre o la sposa o i figli più di me, non è degno di me’.

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