Al caminetto con la Parola di Dio

Questa rubrica raccoglie alcune riflessioni sulla Parola di Dio festiva, preparate comunitariamente ogni settimana. Il sussidio vuole rispondere a una duplice esigenza, avvertita ormai da tutti: a) giungere all'ascolto della Parola di Dio della messa festiva avendola già meditata in modo serio e approfondito; b) adeguare sempre meglio l'omelia o la catechesi alla sensibilità e alle situazioni concrete dei fedeli. Il cammino compiuto da ormai quarant’anni ha dimostrato che tale metodo anche se non è l'unico o l'ottimo migliora la qualità e i contenuti dell'omelia. Così esso diventa un prezioso servizio che i laici offrono al sacerdote e il sacerdote offre alla comunità dei fedeli. Dopo questa esperienza in gruppo, si è sentita l'esigenza di offrire anche una "traccia" scritta perché la riflessione continui durante la settimana in famiglia. Ora il testo è disponibile attraverso internet: il nuovo ‘caminetto’, ove la famiglia può riunirsi attorno al fuoco dello Spirito Santo. Accogliamo l’invito della Chiesa preparando un cuore ben disposto all'ascolto vivo e vissuto della Parola di Dio.

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Festa di Cristo Re

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 23 November 2013

gialloDio ci ha trasferiti nel Regno del Figlio suo    

Letture: 2 Samuele 5,1 3; Colossesi 1,12 20; Luca 23,35 43.                      

1 - Regno di Dio - Questa espressione biblica condensa tutta la creazione e la redenzione. Cristo è Re perché costituisce il centro di quest’opera di Dio: sempre a fianco del Padre quando l’universo è stato creato e l’uomo è stato redento. Re perché Dio, Re perché Salvatore, Re perché ‘piacque a Dio di fare abitare in Lui ogni pienezza e per mezzo di Lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli’ (S. Paolo).

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Trentatreesima Domenica fra l'Anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 13 November 2013

verdeCon la vostra perseveranza salverete le vostre anime    

Letture: Malachia 3, 19-20; 2 Tessalonicesi 3,7 12; Luca 21,5 19.                      

1 - Il giorno della mietitura - La prima lettura descrive il giudizio di Dio che matura e si manifesta nel corso dei tempi, fino alla definizione ultima, definitiva ed eterna: ‘Ecco, sta per venire il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e gli ingiusti saranno come paglia; quel giorno venendo li incendierà in modo da non la sciar loro né radice né germoglio. Per voi, invece, cultori del mio nome, sorgerà il sole di giustizia’ (Malachia).

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Trentaduesima Domenica fra l'Anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 8 November 2013

verdeIl Signore diriga i vostri cuori nell'amore di Dio e nella pazienza di Cristo    

Letture: 2 Maccabei 7,1 2.9 14; II Tessalonicesi 2,15 3-5; Luca 20,27.                      

1 - I sette fratelli - Il racconto biblico del martirio dei Maccabei contiene la più bella testimonianza di fede e di speranza ‘cristiane’ nella risurrezione finale del corpo, nel giudizio di Dio, nella vita eterna: ‘È bello morire a causa degli uomini, per attendere da Dio l'adempimento delle speranze di essere da lui risuscitati di nuovo, ma per te la risurrezione non sarà per la vita’!

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Trentunesima Domenica fra l'Anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 2 November 2013

verdeIl Figlio dell'uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto    

Letture: Sapienza 11,22.12; II Tessalonicesi 1,11-2; Luca 19,1 10.                      

1 - Un inno di gloria - Il libro della Sapienza introduce in modo dolcissimo il tema di Dio che crea e sostiene le sue creature perché è ‘amante della vita’. E l’uomo, non più che polvere sulla bilancia o stilla di rugiada, è proprio il centro delle attenzioni e tenerezze divine, perché Dio ha compassione di tutti ed è pronto a perdonare sempre, affinché tutti rinneghino la malvagità e credano al suo amore. Si può veramente dire che ‘la gloria dell'uomo è la bontà di Dio e la gloria di Dio è l'uomo vivente’ ( S. Ireneo).

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Trentesima Domenica fra l'Anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 25 October 2013

verdeChi si esalta sarà urniliato e chi si umilia sarà esaltato    

Letture: Siracide 35,15 17.20 22; II Timoteo 4,6 8.16 18; Luca 18,9.                      

1 - La presunzione - Il Vangelo di Luca è diretto contro coloro che ‘presumevano di essere giusti e disprezzavano gli altri’. I superbi naturalmente si considerano perfetti: si vantano davanti a Dio e puntano l'indice di condanna contro gli altri. Gesù con la parabola del fariseo e del pubblicano vuole indicarci la gravità di questo atteggiamento di fondo, che definisce semplicemente: il peccato. Soprattutto quando preghiamo, dobbiamo sentirci peccatori, guardati dalla misericordia di Dio.

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Ventinovesima Domenica fra l'Anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 18 October 2013

verdeDio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui    

Letture: Esodo 17,8-13; II Timoteo 3,14 4.2; Luca 18,1 8.                      

1 - Le braccia alzate - Mosè vince il nemico in battaglia combattendo con la preghiera. Aronne e Cur gli sostengono le braccia perché non cessi mai la sua preghiera. Il senso del fatto parabola è chiaro: Le battaglie della vita si vincono pregando. Quando nel cuore, in famiglia, nel lavoro, nelle relazioni sociali c'è tempesta, alziamo il grido della preghiera al Padre che è nei cieli.

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Ventottesima Domenica fra l'Anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 10 October 2013

verdeAlzati e va’: la tua fede ti ha salvato    

Letture: 2 Re 5,14 17; II Tim. 2,8 13; Luca 17,11 19.                      

1 - La lebbra - La prima lettura descrive la guarigione miracolosa di Naaman, generale siríano, avvenuta ìn Samaria ad opera del profeta Eliseo; il Vangelo racconta la guarigione dei dieci lebbrosi, operata da Gesù mentre attraversava la Galilea e la Samaria. I due miracoli hanno una chiara e convergente lettura: Dio, infinitamente buono, soccorre tutti gli infelici di questa terra; l'uomo è vittima di una malattia dello spirito il peccato che è simile alla lebbra perché lo devasta totalmente nelle facoltà spirituali; Gesù Salvatore è il medico celeste che cura definitivamente questa malattia.

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Ventisettesima Domenica fra l'Anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 4 October 2013

verdeSe aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe    

Letture: Abacuc 1,2 3; 2,2 4; II Timoteo 1,6 8.13 14; Luca 17,5 10.                      

1 - C'è una scadenza - Il profeta Abacuc solleva un grosso problema, che costituisce uno scoglio enorme per ogni credente e per l'onesto: Perché Dio non interviene di fronte all'iniquità: oppressione, violenza, contese, rapine degli uomini? La risposta è rassicurante: C'è un termine anche per il male: Dio lo conosce. Se la soluzione indugia, non disperiamo. Soccombe colui che non ha l'animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede. Ecco quindi la prima risposta all’onesto e al credente: la fede e l’onestà è fiducia incrollabile nella giustizia di Dio.

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Ventiseiesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 27 September 2013

verdeAlcuni fra gli ultimi saranno primi e alcuni tra i primi saranno ultimi    

Letture: Isaia 66, 18 21; Ebrei 12, 5 7. 11 13; Luca 13, 22 30.                      

1 - La chiave di lettura - Per dare un collegamento alle tre letture, è bene collocare il discorso di Isaia nel 'passato' (il ritorno degli Ebrei dall'esilio di Babilonia), il discorso di Paolo nel 'presente' (la correzione paterna di Dio nella vita di ogni uomo), il discorso di Gesù nel 'futuro' (il giudizio finale). Tuttavia è anche molto utile intendere le tre letture come fatti che vanno vissuti ogni giorno nel presente di Dio. Questo aspetto tridimensionale della vita cristiana è già imitazione della vita eterna, ove tutto confluisce nel presente infinito di Dio.

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Venticinquesima Domenica in fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 20 September 2013

verdeNessuno può servire due padroni. Non potete servire Dio e mammona    

Letture: Amos 8, 4 7; Timoteo 2, 1 8; Luca 16, 1 13.                      

1 - Il senso della vita - La parabola evangelica dell'amministratore infedele, il quale, dopo aver sperperato i beni del suo padrone, cerca di raddrizzare la sua posizione assai compromessa, chiarisce molto bene il senso fondamentale della vita umana. Essa è un dono di Dio, che dobbiamo ‘amministrare’ nel modo più oculato possibile, in vista del rendiconto finale. Noi non siamo perciò ‘proprietari’ della vita: siamo amministratori chiamati a restituire il tutto con gli interessi.

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