Terza Domenica di Quaresima

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 3 March 2018

violaNon fate della casa del Padre mio un luogo di mercato!

Letture: Esodo 20, 1-17; I Corinzi 1, 22‑25; Giovanni 2, 13‑25.

1 - La prima Pasqua - Gesù scaccia dal recinto del tempio di Gerusalemme i venditori di animali e i cambiavalute perché hanno trasformato la casa della preghiera in un luogo di mercato. È uno dei tanti gesti messianici, che indica quanto Gesù sta per realizzare con la passione, morte e risurrezione: ‘Distruggete pure questo tempio (il mio corpo) e io in tre giorni lo farò risorgere’. Il tempio di Gerusalemme diventa figura del corpo di Gesù, come il cuore dell’uomo è il tempio privilegiato della SS. Trinità, come la Chiesa di Cristo è il suo Corpo mistico. Poniamoci allora una domanda: Non siamo, per caso, anche noi i venditori che fanno mercato delle cose di Dio, in quanto facciamo i nostri interessi nella Chiesa e nella società?

2 ‑ La sferza di Gesù ‑ Può sembrare un gesto insolito in Colui che è venuto con infinita clemenza e dolcezza a perdonare tutti ­gli uomini. E tuttavia, se Cristo spazza via ogni profanatore del tem­pio, vuol dire che la profanazione è sempre intollerabile. Anche oggi ‘lo zelo per la casa del Padre divora’ Gesù. Eccolo il Signore, che entra anche oggi nella sua Chiesa, in ogni singola comunità, in ogni cristiano... Con quel che succede, è fuor di dubbio che il Signore sta facendo una pulizia generale della sua Chiesa, cominciando da ogni coscienza. Di che cosa ci rimprovera il Signore? Di mescolare il suo nome, cioè di disonorare la sua persona santissima per operazioni che di divino e di umano non hanno proprio nulla. Più che porre il dito sulla piaga, Egli sta prendendo il bisturi per estirpare alla radice il male dei cuori e delle società. C’è solo da augurarci che faccia molto presto!

3 ‑ Un Dio geloso – ‘Non ti farai idolo, né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto terra’ (Esodo).  Sembra dirci: io ti do tutto me stesso e l’universo intero perché sono il tutto, ma anche tu devi darmi tutto il tuo cuore e la tua vita. Certamente Dio non si accontenta delle briciole e dei ritagli di tempo; per questo dice a ciascuno: ‘Amerai Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta l’anima, con tutte le tue forze’ (Deuteronomio).

4 - Il culto del cuore – Ne deriva che il cardine della vita religiosa è la vita morale: il primo atto di amore a Dio è la fedeltà ai dieci comandamenti, il codice completo e perfetto della legge naturale. Qui c’è tutta la via, la verità e la vita; qui c’è tutta la legge e i profeti. Ecco i tre punti dell’amore verso Dio: ‘Non avrai altro Dio all’infuori di me; non pronunciare il nome di Dio invano (bestemmiandolo); ricordati di santificare le feste. Ed ecco i sette punti dell’amore verso il prossimo: ‘Onora il padre e la madre; non uccidere la tua vita o quella degli altri; non commettere adulterio né altri disordini sessuali; non rubare; non dire falsa testimonianza; non desiderare le cose del tuo prossimo; non desiderare la moglie (o il marito) del tuo prossimo’. Il Signore ripete oggi anche a noi: ‘Smettete di presentare offerte inutili: non posso sopportare delitto e solennità’! Sì, non si può essere religiosi e disonesti. Come devono andare d’accordo fede e ragione, così devono essere in pieno accordo fede e morale: il culto del cuore è entrambe le cose.

5 - Un corpo solo - Ciò che offende maggiormente il Signore è soprattutto l’ipocrisia di affermare che si ama Dio, ma si viola la legge dell’amore verso il prossimo. Non ci può essere vero culto religioso opprimendo i deboli e gli innocenti, nutrendo gelosia e spirito di contesa, creando tensioni e divisioni, vivendo beatamente nel proprio egoismo e ignorando gli altri. Una comunità divisa è una comunità profanata; una vita isolata dall’universo è destinata alla morte. L’amore è un bene di tutti e per tutti.

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