Terza Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 20 January 2018

verdeSeguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini

Letture: Giona 3,1‑5.10; I Corinzi 7,29‑31; Marco 1,14‑20.

1 ‑ Punti di partenza ‑ Il Vangelo contiene le prime parole della predicazione di Gesù: ‘Il tempo ormai è compiuto ‑ Il Regno di­ Dio è vicino: convertitevi e credete al Vangelo’; inoltre registra il primo ge­sto significativo sull'uomo: ‘Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini’. L'insieme della Parola di Dio assume il carattere perentorio di un appello urgente, che Gesù rivolge ad ogni singolo uomo: convertirsi per credere a Gesù e seguirlo imitandolo nel suo modello di vita perfetta: amare Dio per se stesso e in tutti gli uomini, collaborando con lui alla salvezza del mondo. Anche oggi, data la situazione drammatica del mondo, l’invito di Gesù risuona in modo perentorio nella coscienza di ciascuno: ‘vieni anche tu a lavorare con me, senza indugiare più’!

2 ‑ La conversione ‑ Essa ha connotati ben precisi e radicali: a) prima di tutto è necessario abbandonare, come i cittadini di Ninive, ogni opera ingiusta nella propria condotta; b) poi passare da un modello di vita, che ha come fine il possesso esclusivo e definitivo delle realtà temporali, a un codice di vita, che ha come centro le realtà spirituali ed eterne: ‘Quelli che usano del mondo – ci avverte Paolo - si comportino come se non ne usassero del tutto’; c) infine diventare tutti ‘pesca­tori di uomini’ per salvare la propria vita e quella altrui dal male e orientarla al bene. Direbbe Agostino: Delle realtà terrene dobbiamo soltanto usarne bene, per poter fruire definitivamente di Dio e dei beni eterni

3 ‑ Pescatori di uomini – Un tale compito fondamentale è quindi comune a tutti; non è solo un invito ad una missione straordinaria: il ministero sacerdotale, la vita di consacrazione totale per il Regno dei cieli, un impegno missionario nei Paesi del Terzo mon­do; non è neppure un invito a ‘convertire gli altri’, ma a convertire se stessi amando gli altri. Tutti insomma, in un modo o nell’altro, siamo apostoli del Vangelo dell'amore. Si tratterà quindi di predicare il Vangelo vivendolo con assoluta coerenza e trasformandolo di volta in volta, secondo le circostanze e le necessità, in pane, vestito, medicinali, libri, amici, opere sociali. In una parola: tra­sformare il Vangelo in mille gesti di amore concreto.

4 ‑ La vera professionalità ‑ È un dato di fatto molto positivo: ­in tutti gli ambienti culturali e sociali affiora o cresce una sensibilità, che porta ciascuno a farsi carico dei problemi dell'altro. Anche un ateo accetta volentieri questa ‘professione’ di umanesimo concreto. Ora, lo stile adatto, cioè la ‘professionalità’ tipica nel compiere questa missione, è quella di non discriminare mai nessuno, né diventare antagonisti degli altri. Il bene non sopporta etichette o firme personali: esige discrezione, delicatezza, riserbo, umiltà. Chi compie questa missione deve accettare anche le contesta­zioni o le preclusioni, cercando di scioglierle a poco a poco con tatto, mitezza e pa­zienza. Non si può ‘pescare’ se non con il cuore e con la luce del buon esempio!

5 ‑ Punti concreti ‑ a) Oggi c'è urgenza assoluta di ‘pescatori’ accorti e generosi, perché è cresciuta la domanda e il grido di aiuto di chi non ha voce e mezzi per vivere una vita decente; b) dobbiamo prediligere gli ambienti che l'uomo predilige, gli accenti che l'uomo predilige; c) tutta la pastorale e la fisionomia stessa di Chiesa va o­rientata ‘verso l'esterno’, dove l'uomo vive, lavora e soffre. Non aspettiamo che la gente venga a trovarci, magari in chiesa, ma andiamo noi a trovarla! Queste sono le famose ‘periferie’, di cui parla sempre Papa Francesco.

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