Tredicesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 25 June 2016

verdeChi ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, non è adatto per il regno di Dio

Letture: 1 Re 19, 16b.19‑21; Galati 5,1.13‑18; Luca 9, 51‑62.

1 ‑ Seguimi! ‑ Il Vangelo odierno completa il discorso della domenica precedente, che intendeva la sequela di Cristo come impegno a ‘perdere’ la propria vita, cioè a donarla per il bene di tutti. Oggi è ancora Cristo che ci rivolge un invito perentorio: ‘Seguimi su questo nuovo modo di vivere senza voltarti indietro’! Qui è inscritta tutta la storia personale di ciascun uomo.

2 ‑ La vocazione – Alla luce di questo principio, la chiamata di Dio non è soltanto l'invito a realizzare qualcosa di straordinario (il sacerdozio, la vita consacrata, le missioni...), ma a vivere fino in fondo il dono della vita e della salvezza nel ruolo particolare che Dio ci affida. In tal senso, tutti i cristiani ‑ anzi: tutti gli uomini ‑ sono ‘chiamati’ a dare una risposta con la loro vita all'amore di Dio, che li ha resi figli suoi e fratelli in Cristo di tutti gli uomini. San Paolo lo dice chiaramente: ‘Tutti siete stati chiamati ad una sola fede, a un solo amore, a una sola speranza’.

3 - L’aratro ‑ L'immagine dell'aratro è quanto mai efficace per rìcordarci che non dobbiamo fermarci a metà nella via intrapresa, cioè nella missione da compiere. Molti cominciano bene, ma si stancano presto. Si interrompe così anche quel necessario processo di continua maturazione personale, che è indispensabile per condurre a termine qualsiasi impegno nella vita: il matrimonio, la professione, un servizio di volontariato...

4 - La responsabilità ‑ San Paolo concentra l’attenzione sul problema della libertà, parlandoci della liberazione, operata da Cristo in noi, e dell’impegno incessante per restare liberi: ‘State saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Voi siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri’. La respnsabilità cristiana è in fondo questa capacità di rispondere personalmente delle proprie azioni, sia davanti a Dio che davanti a sé e agli altri.

5 - Eccomi! - Nella Bibbia incontriamo alcune grandi figure, che si sono poste decisamente nel solco indicato da Dio. Abramo, quando Dio lo chiama, risponde: Eccomi! E così Maria, Gesù, gli Apostoli e una schiera innumerevole di santi, appartenenti ad ogni categoria sociale. La fede comincia proprio da qui: dire subito e sempre ‘sì’ al Signore. Gli immensi problemi del mondo esigono anche il mio 'sì' incondizionato, generoso, totale. Ciò vale in ogni campo: per la mia famiglia, per il lavoro, le attività sociali, la comunità parrocchiale. Purtroppo oggi prevale la mentalità opposta: prendere impegni per un tempo determinato, non definitivi. E questo è il fattore determinante della insicurezza e instabilità personale e sociale.

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