Trentesima Domenica fra l'Anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 25 October 2013

verdeChi si esalta sarà urniliato e chi si umilia sarà esaltato    

Letture: Siracide 35,15 17.20 22; II Timoteo 4,6 8.16 18; Luca 18,9.                      

1 - La presunzione - Il Vangelo di Luca è diretto contro coloro che ‘presumevano di essere giusti e disprezzavano gli altri’. I superbi naturalmente si considerano perfetti: si vantano davanti a Dio e puntano l'indice di condanna contro gli altri. Gesù con la parabola del fariseo e del pubblicano vuole indicarci la gravità di questo atteggiamento di fondo, che definisce semplicemente: il peccato. Soprattutto quando preghiamo, dobbiamo sentirci peccatori, guardati dalla misericordia di Dio.

2 – ‘Non sono come g1i altri’ - In effetti, è facile osservare nella vita concreta come la presunzione di essere perfetti sia la causa di tutti i peccati, in quanto si insinua in ogni nostro comportamento: a) con Dio non si ha più nulla da spartire (Dio non esiste più!), b) con se stessi ci si giustifica sempre (e i nostri difetti rimangono per tutta la vita), c) con gli altri è facile trovare sempre motivo di dissidio, di critica, di scontro (ma non si accetta dagli altri nessuna critica al nostro agire).

3 – ‘Abbi pieta di me’ - Il Signore accoglie la preghiera del povero, dell'orfano, della vedova, dell'oppresso e del peccatore. Questa è la condizione complessiva di ogni uomo: povero perché bisognoso di tutto, orfano di un Padre, vedova di uno Sposo, oppresso dalla mancanza di libertà, peccatore perché vittima del male. Non ci vuole molto a capire che, di fronte a Dio, nessuno può sentirsi giusto. Chi ha il santo coraggio di vedere i propri torti in se stesso e accusarsene davanti a Dio, avrà certamente la buona voontà di liberarsene e migliorare costantemente.

4 - Il principio-base - Il Vangelo lo enuncia così: ‘Chi si umilia sarà esaltato, chi si esalta sarà umiliato’. Questa è l'unica soluzione per ristabilire la serenità nei rapporti umani e l'equilibrio giusto delle parti. Umiltà veramente intelligente e indulgente, che ti fa considerare il torto altrui in rapporto ai tuoi torti e ti restituisce il dovere (più che il diritto) di criticare gli altri perché tu, per primo, accogli i rilievi degli altri.

5 - La situazione - Le dure lezioni, che ci riservano la storia passata e gli avvenimenti del presente, ci costringono ad un severo esame di coscienza. Tutto quanto accade oggi è esattamente il risultato delle nostre azioni o delle nostre omissioni! Eppure, quanti sono coloro che ‘si battono il petto’ per come le cose vanno nella propria città, in patria, nella Chiesa e nel mondo? La catechesi che offre la Chiesa ai fedeli sulla penitenza e la riconciliazione si concentra su due punti fondamentali: non accusare più gli altri, individuare bene i peccati del nostro tempo.

Una preghiera di S. Agostino: ‘O Dio, che non marci con i nostri eserciti, dacci aiuto nella tribolazione, poiché è vana la salvezza nell'uomo. Dacci aiuto! Daccelo con quegli interventi che potevano far supporre che tu ci avessi abbandonati. Così soccorrici! Amen’! Possiamo interpretarla così: soccorrici attraverso il male che abbiamo compiuto e le prove stesse della vita che Tu hai permesso.

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