Trentesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 27 October 2018

verdeMaestro, fa che io veda! – Va’, la tua fede ti ha salvato

Letture: Geremia 31, 7‑9; Ebrei 5, 1‑6; Marco 10, 46‑52.

1 ‑ Il Consolatore ‑ Il cammino dell'umanità si svolge lungo i tornanti della storia verso la patria comune: la casa del Padre. Alla guida dell’umanità è Dio in persona. Le varie fasi della Redenzione, operata da Gesù che si fa uomo e poi risorge e sale al cielo, costituiscono il ritorno dell’umanità dall’esilio del peccato, dove non c'era più luce, libertà e amore, fino alla salvezza totale e alla pienezza della vita celeste: ‘Ecco, li raduno dall'estremità della terra; fra di essi sono il cieco e lo zoppo, la donna incinta e la partoriente. Erano partiti nel pianto, io li riporterò tra le consolazioni’ (Geremia). Gesù è la via per ritornare a Dio, per riabbracciare il fratello, per fare luce al cammino di ogni uomo nella vita terrena. Guardiamo a questo fiume della storia: tutta l’umanità sta percorrendo la Via-Cristo che conduce a Dio

2 – Il cieco di Gerico ‑ Quest'uomo, che grida disperatamente verso Gesù affinché riacquisti la vista, diventa voce di tutti i ciechi del corpo e dello spirito, brancolanti nel buio della mancanza di verità, di giustizia e di speranza. In effetti, chi è il vero cieco? Colui che non vede con gli occhi del corpo o non vede con gli occhi del cuore? Gesù è venuto proprio per curare la cecità del cuore umano, che non vede più davanti a sé né Dio, né se stesso, né i fratelli. Egli dirà un giorno: ‘Io sono la luce del mondo; chi segue me avrà la luce della vita’ (Vangelo). Dunque: luce è sinonimo di vita in Dio, tenebre è sinonimo di morte nel male.

3 ‑ La cecità – Il cieco è prima di tutto chi è convinto di sapere ogni cosa e di non aver bisogno di maestri, chi crede di essere perfetto e non vede e non ammette i propri difetti, chi non prevede le conseguenze delle proprie azioni, chi non ha un chiaro progetto di vita, chi vive alla giornata senza porsi di fronte al termine della vita, chi finge di non vedere l'altro, chi non partecipa alle sofferenze e ai problemi del mondo, chi non si accorge della tenerezza infinita di Dio e della sua presenza. Chi non vede l’infinito nelle piccole cose di ogni giorno è assolutamente cieco.

4 ‑ La causa – La cecità non deriva soltanto dalla mancanza di verità nell’intelligenza, ma da una corruzione morale del cuore umano. Infatti, fra le otto beatitudini, Gesù ne evidenzia una: ‘Beati i puri di cuore perché vedranno Dio’ (Vangelo). La purezza del cuore è essenzialmente tre cose: un atteggiamento di profonda umiltà, di amore alla verità, di bontà verso tutti. Umiltà, verità e amore sono le tre energie che restituiscono la vista ai ciechi. Essa è la trasparenza luminosa di tutto l’essere umano entro cui si riflette la luce di Dio, che poi si manifesta perché trova una generosa risposta da parte della persona umana. Oggi l’uomo, che conosce tante cose e si illude di poter bastare a se stesso, deve accendere questo faro nel cuore: riconoscere Dio come guida della propria vita. A questa condizione sarà nuovamente capace di impostare in modo chiaro il suo futuro e quello del mondo.

5 - Una missione - In questo momento cruciale della storia, in cui sembra ottenebrarsi la mente e la coscienza morale degli uomini, siamo tutti impegnati a proclamare, ad alta voce e con i fatti, la Verità di Dio racchiusa nel Vangelo: ‘Non è possibile - scrive san Giovanni Paolo II - che si resti indifferenti di fronte a milioni di persone che ancora non conoscono o conoscono male i tesori inestimabili della Redenzione’. Evangelizzare è la parola d’ordine per tutti! La verità cattolica teme soltanto l’ignoranza e la fede è un continuo accertamento della verità.

Siamo fatti per la Luce, non per le tenebre.

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