Venticinquesima Domenica in fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 20 September 2013

verdeNessuno può servire due padroni. Non potete servire Dio e mammona    

Letture: Amos 8, 4 7; Timoteo 2, 1 8; Luca 16, 1 13.                      

1 - Il senso della vita - La parabola evangelica dell'amministratore infedele, il quale, dopo aver sperperato i beni del suo padrone, cerca di raddrizzare la sua posizione assai compromessa, chiarisce molto bene il senso fondamentale della vita umana. Essa è un dono di Dio, che dobbiamo ‘amministrare’ nel modo più oculato possibile, in vista del rendiconto finale. Noi non siamo perciò ‘proprietari’ della vita: siamo amministratori chiamati a restituire il tutto con gli interessi.

2 - ‘Tu quanto devi’?- L'amministratore infedele, vistosi scoperto, corre ai ripari ed escogita una via d'uscita. Chiama i diversi debitori del padrone e a tutti condona una parte del debito. Il Signore loda la sua scaltrezza nel trovare gli amici dell’ultima ora, che saranno ‘costretti’ ad aiutarlo quando sarà espulso. Gesù in questo caso sembra farsi nostro complice, insegnandoci il trucco per entrare in Paradiso: ‘Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché quando essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne’. I nostri amici sono le persone beneficate... a spese del Padrone! Un fatto molto indicatico della parabola è il tipo di prodotti commerciati: grano e olio. Il grano ci porta alla Parola di Dio, il Verbo; l’olio ci conduce allo Spirito Santo. Gli stessi numeri percentuali, indicati dall’amministratore ai debitori per decurtare il debito, rimandano a Cristo risorto (l’otto è il numero della Pasqua) e alla discesa dello Spirito Santo (il cinquanta è il giorno di Pentecoste).

3 - Che cosa vuol dire tutto ciò?- Il senso più ovvio è questo: se vi sentite in difetto, più o meno grave, di fronte al giudizio che Dio farà sulla vostra vita, cercate di fare agli altri il massimo bene possibile. Avete dei conti aperti con qualcuno? Perdonate di cuore, decurtate il debito che hanno con voi, fate del bene a tutti! In tal modo anche il Signore sarà ‘costretto’ a perdonarvi. Agostino in proposito ha un pensiero formidabile: ‘O profondità della ricchezza della sapienza e della scienza di Dio. Quanto imperscrutabili sono i suoi giudizi e impervie le sue vie! (Romani 11, 33). Scruta le cose inscrutabili, fa’ le cose impossibili, corrompi le cose incorruttibili, vedi le cose invisibili’ (Discorso 26, 13). Sembra dirci: serviti di Gesù e dello Spirito Santo per... corrompere il Padre!

4 - La disonesta ricchezza - Viene chiamata così, non perchè sia in sé disonesta (tutti i beni della vita e del mondo sono stati creati da Dio), ma per l'uso che l'uomo talvolta ne fa o per la maniera con cui viene accumulata. La ricchezza è disonesta se viene messa insieme sfruttando gli altri, se viene sottratta agli altri, se non viene usata per il bene di tutti. Ciascuno si deve sentire, anche in questo caso, amministratore della ricchezza altrui.

5 - I due padroni - L'uomo ha due possibilità: servire Dio o mammona (cioè tutto ciò che si esprime come denaro). Ma nessuno può servire contemporaneamente i due padroni: ‘O odierà l'uno e amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro’. Sembra invece che la maggior parte degli uomini pretenda di far andare d’accordo i due padroni. Sarebbe troppo comodo poter amare Dio e contemporaneamente amare il denaro... La conclusione è chiara: il denaro non va adorato. Esso non deve mai diventare il padrone, il centro dei nostri ideali, ma il mezzo di cui ci si serve per realizzare la nostra vita e far del bene a tutti. Il denaro può allora diventare un ottimo amico che ci introdurrà ‘nelle dimore eterne’ e nella riconoscenza di tanti amici di Dio, i poveri, che abbiamo beneficati: ‘Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe: certo non dimenticherà mai le loro opere’!

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