Ventinovesima Domenica fra l'Anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 18 October 2013

verdeDio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui    

Letture: Esodo 17,8-13; II Timoteo 3,14 4.2; Luca 18,1 8.                      

1 - Le braccia alzate - Mosè vince il nemico in battaglia combattendo con la preghiera. Aronne e Cur gli sostengono le braccia perché non cessi mai la sua preghiera. Il senso del fatto parabola è chiaro: Le battaglie della vita si vincono pregando. Quando nel cuore, in famiglia, nel lavoro, nelle relazioni sociali c'è tempesta, alziamo il grido della preghiera al Padre che è nei cieli.

2 - Non siamo soli – Il nostro Mosè è Cristo, che tiene continuamente spalancate le sue braccia nella preghiera e nell’offerta di Sé. Quindi, quando noi preghiamo, ci uniamo alla preghiera che Cristo fa per noi e per tutti. Anche lo Spirito Santo sempre geme ‘con gemiti inenarrabili nel nostro cuore e grida per noi: Abbà, Padre’! Ecco una regola molto semplice per pregare bene: devo sempre unire la mia povera preghiera a quella di Gesù Cristo e dello Spirito Santo; essi pregano e offrono per tutti, quindi la loro preghiera diventa la mia. Così ho la certezza di essere esaudito.

3 - La preghiera – Essa prima di tutto è un colloquio d'amore e di vita dei figli con il Padre. Chi non ha questa fede, non ama; chi non ama, non prega: ‘Quando verrà il Figlio dell'uomo, troverà ancora la fede sulla terra’? Da dove nasce la preghiera? Dalla natura stessa del cuore umano, che è fatto per desiderare, cioè per conquistare il bene amato; quindi per amare, quindi per pregare: ‘Pregare – dice Agostino - non vuol dire parlare, ma desiderare. Chi sempre desidera, sempre prega. Quando sonnecchia la tua preghiera? Quando si raffredda il tuo desiderio’.

4 - Tutto e sempre - Se la preghiera è l'alimento fondamentale della vita, è del tutto logica la raccomandazione del Vangelo: ‘Pregate sempre, senza stancarvi’! Ed è altrettanto necessario pregare in modo tale, da inserire tutta la mia persona e la vita nella preghiera: ‘Quando preghi, dì al Signore chi sei tu’(S.Agostino). Nella preghiera c'è tutto 1'uomo; nel1'uomo tutto è preghiera! Essa sia l’offerta, il dono totale di sé.

5 - Con libertà - Non è il caso di venire solo in chiesa per pregare. Si prega entrando nel profondo del cuore. Quindi anche in casa, per la strada, durante il lavoro si può pregare. Insomma, ogni momento della giornata è buono per raccoglierci in Dio e ascoltarlo mentre ci parla. Non sono neppure necessarie le ‘formule’ per pregare: il cuore inventa la preghiera del momento.

6 - Mettersi in ascolto - La vera preghiera è il risultato della nostra unione con Dio: sentirlo, contemplarlo, essere immersi nel suo amore, ascoltarlo! Da questa interiore ricchezza nascerà la capacità di testimoniare, manifestando anche agli altri la ricchezza del nostro cuore. Paolo la descrive così: ‘insegnare, convincere, correggere, formare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.

 

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