Ventottesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 12 October 2019

verdeAlzati e va’: la tua fede ti ha salvato.

Letture: 2 Re 5,14‑17;  2Tim. 2,8‑13;  Luca 17,11‑19.

1 ‑ La lebbra ‑ La prima lettura descrive la guarigione miracolosa di Naaman, generale siríano, avvenuta ìn Samaria ad opera del profeta Eliseo; il Vangelo racconta la guarigione dei dieci lebbrosi, operata da Gesù mentre attraversava la Galilea e la Samaria. I due miracoli hanno una chiara e convergente lettura: Dio, infinitamente buono, soccorre tutti gli infelici di questa terra; l'uomo è vittima di una malattia dello spirito ‑ il peccato ‑ che è simile alla lebbra perché lo devasta totalmente nelle facoltà spirituali e anche nel corpo. Gesù Salvatore è l’unico medico celeste che può curare definitivamente questa malattia.

2 ‑ Il senso del peccato ‑ E' strettamente connesso con il dono della fede, perché essa ci fa sentire figli nei confronti di Dio e fratelli nei confronti dell'uomo. Il senso di responsabilità nasce proprio dal prendere coscienza che questo rapporto si è lacerato e va riallacciato. Non è assolutamente in grado di sentirsi in colpa chi non ama nessuno. Ma il senso di colpa mi avverte che io sono in debito di amore verso Dio, me stesso e gli altri, e comincio a pregare così: ‘Se consideri le nostre colpe, Signore, chi potrà resistere? Ma presso di te è il perdono, o Dio di Israele’(Sal.129). C’è una colpa del tutto mia ed è il peccato personale, c’è una colpa nostra ed è il peccato originale. Anche il cosiddetto peccato di omissione consiste in fondo nel non amare ancora abbastanza Dio, se stessi e gli altri.

3 ‑ Cristo è risorto ‑ La morte e risurrezione di Gesù segna l'inizio della nostra salvezza. Essa ci ricorda che la morte dell’anima e del corpo è diretta conseguenza del peccato di origine, che ha privato l'anima dell’uomo della vita eterna dei figli di Dio. La vera risurrezione dell'uomo è spirituale: liberazione dell’anima dal peccato e un progetto di vita nuova; alla fine dei tempi risorgerà anche il corpo dell’uomo. Scrive Paolo a Timoteo: ‘Certa è questa parola: se moriamo con Cristo, vivremo anche con lui, se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo, se lo rinneghiamo, anch'egli ci rinnegherà, se noi manchiamo di fede, egli rimane fedele perché non può rinnegare se stesso’.

4 ‑ Dal battesimo alla confessione ‑ Il Signore ci ha lasciato in questi due sacramenti il dono della sua infinita misericordia e la possibilità di essere liberi dal peccato e dalle sue conseguenze. Ecco un motivo di grande speranza: lo Spirito Santo scrive nell’intelligenza e nel nostro cuore la legge d’amore di Dio così che questa non è solo intimata dall'esterno, ma donata all'interno. Inoltre lo Spirito Santo con la sua grazia rende possibile ciò che all'uomo, lasciato alle sole forze della volontà, non è possibile. Vi allude Gesù per rispondere a coloro che reputavano impossibile salvarsi osservando fino in fondo il Vangelo: ‘Impossibile salvarsi presso gli uomini, ma non presso Dio. Perché tutto è possibile a Dio’!

5 ‑ Punti concreti ‑ Viviamo in un'epoca che ha deposto ogni impegno per correggere una mentalità che accoglie tutto per buono, che dà tutto per scontato, che si adagia nelle mode del momento, ma non vuole opporre resistenza agli impulsi del male. Molti dicono: il bene e il male sono soggettivi e – seppur esiste il male – lo consideriamo come un bene. L'invito del Signore è rivolto proprio alla coscienza personale di ciascuno perché reagisca con forte decisione: non tacitiamola, non deformiamola, non eludiamone le direttive. ‘Amate cordialmente e totalmente la verità’ (S Agostino).

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