Questa rubrica raccoglie alcune riflessioni sulla Parola di Dio festiva, preparate comunitariamente ogni settimana. Il sussidio vuole rispondere a una duplice esigenza, avvertita ormai da tutti: a) giungere all'ascolto della Parola di Dio della messa festiva avendola già meditata in modo serio e approfondito; b) adeguare sempre meglio l'omelia o la catechesi alla sensibilità e alle situazioni concrete dei fedeli. Il cammino compiuto da ormai quarant’anni ha dimostrato che tale metodo anche se non è l'unico o l'ottimo migliora la qualità e i contenuti dell'omelia. Così esso diventa un prezioso servizio che i laici offrono al sacerdote e il sacerdote offre alla comunità dei fedeli. Dopo questa esperienza in gruppo, si è sentita l'esigenza di offrire anche una "traccia" scritta perché la riflessione continui durante la settimana in famiglia. Ora il testo è disponibile attraverso internet: il nuovo ‘caminetto’, ove la famiglia può riunirsi attorno al fuoco dello Spirito Santo. Accogliamo l’invito della Chiesa preparando un cuore ben disposto all'ascolto vivo e vissuto della Parola di Dio.
Ventottesima Domenica fra l'anno
Va’, vendi quello che hai, dallo ai poveri; poi vieni e seguimi!
Letture: Sapienza 7, 7-11; Ebrei 4, 12‑13; Marco 10, 17-30.
1 ‑ Il giovane ricco ‑ Marco descrive l’incontro con un giovane adulto, il quale ha un desiderio assai forte di bene per conquistare la vita eterna. Gesù lo fissa a lungo negli occhi con sguardo d’amore e di predilezione; poi lo invita senza mezzi termini: ‘Va’, vendi quello che hai, dallo ai poveri; poi vieni e seguimi’. Tre fasi: lasciare tutto, dare ai poveri, seguire Gesù. Ma questo è davvero troppo per quel giovane; non se la sente di compiere ‘il passo’ determinante perché è molto ricco; e si defila, scomparendo a testa bassa dalla scena. Gesù commenta amaramente: ‘È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio’! La porta stretta per entrare nella vita eterna, cui alluderà in seguito Gesù, non sarà mica per caso grande come la cruna di un ago?...
Ventisettesima Domenica fra l'anno
L’uomo non separi ciò che Dio ha congiunto
Letture: Genesi 2, 18‑24; Ebrei 2, 9-11; Marco 10, 2‑16.
1 ‑ Le prime origini ‑ Il libro della Genesi racconta la creazione della donna, tratta dalla costola-cuore dell'uomo e a lui donata da Dio. L'uomo, risvegliatosi dal sonno, esclama al colmo della gioia e della sorpresa: ‘Questa creatura è veramente carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta’. Dunque: uguaglianza di natura fra uomo e donna perché identica è l’origine; identità di cuore perché vi è fra loro complementarietà di doni: uno è fatto per 1'altra, e viceversa. Ma la vera ragione di tutto ciò è in quel principio, che regge tutta la creazione: ‘Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile’. Dice bene Agostino: ‘Dio creò l’uomo come un tutt’uno, ma non lo volle solo – Unus sed non solus’! L’uomo e la donna sono dunque due, ma per diventare una nuova unità.
Ventiseiesima Domenica fra l'anno
Chi non è contro di noi, è per noi
Letture: Numeri 11, 25‑29; Giacomo 5, 1‑6; Marco 9, 38‑43.45.47-48.
1 ‑ Giosuè ‑ Il libro dei Numeri riferisce un gesto di gelosia da parte di Giosuè: la più strana fra tutte, perché rivolta a far tacere i profeti di Dio. Ma Mosè lo ammonisce: ‘Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore dare loro il suo spirito’! L’orgoglio purtroppo si annida anche nelle opere di Dio; con la gelosia poi esso si vuole appropriare del bene, escludendone gli altri. Invece c'è spazio per tutti nel campo delle opere buone perché ciascuno è un grande dono di Dio, diverso ma ugualmente necessario a tutti. Ad ognuno infatti lo Spirito affida una missione particolare per il bene comune: diamo allora a tutti la possibilità di esprimersi al meglio.
Venticinquesima Domenica fra l'anno
Chi vuol essere il primo, sia l'ultimo e il servo di tutti
Letture: Sapienza 2, 17-20; Giacomo 3, 16-4, 3; Marco 9, 30-37.
1 ‑ La prova ‑ Il libro della Sapienza descrive la vicenda del giusto, il Servo di Dio, osteggiato con ogni sorta di prove e condannato a morire perché la sua condotta è un rimprovero bruciante per gli empi: ‘Tendiamo insidie al giusto, mettiamolo alla prova e condanniamolo a una morte infame. Vediamo se Dio lo assisterà e se le sue parole sono vere; saggiamo la sua mitezza e rassegnazione’. La passione di ciascun giusto fa parte integrante del dramma fra il bene e il male; bene e male sono destinati a convivere finché la Redenzione non sarà compiuta.
Ventiquattresima Domenica fra l'anno
Chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà
Letture: Isaia 50, 5‑9a; Giacomo 2, 14-18; Marco 8, 27‑35.
1 ‑ Il Servo di Dio ‑ Il profeta Isaia, descrivendo nei minimi particolari la futura passione di Cristo, delinea la caratteristica fondamentale della personalità, del messaggio e dell’opera di Cristo: ‘Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il dorso ai flagellatori, la guancia a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste: chi mi dichiarerà colpevole’?
Vetitreesima Domenica fra l'anno
Fa udire i sordi e fa parlare i muti
Letture: Isaia 35, 4‑7a; Giacomo 2, 1‑5; Marco 7, 31‑37.
1 - Un messaggio ‑ Il profeta Isaia mette sulla nostra bocca una parola di speranza per l’umanità malata e avvilita, che ha perduto perfino la forza di pregare: ‘Dite agli smarriti di cuore: coraggio! Non temete; ecco il nostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi’. Con l'arrivo di Dio, che Cristo attualizza anche oggi, tutto sarà possibile! Anche noi, forse e in qualche misura, siamo smarriti di cuore perché stanchi e delusi da una situazione scoraggiante, senza risultati e prospettive future; con l'amarezza nel cuore perché ci sentiamo incompresi e soli a combattere nella vita di ogni giorno.
Ventiduesima Domenica fra l'anno
Sono le cose che escono dall’uomo a contaminarlo
Letture: Deuteronomio 4, 1‑2. 6‑8: Giacomo 1, 17-18. 21b. 22. 27; Marco 7, 1-8. 14-15. 21‑23.
1 ‑ La legge di Dio ‑ Il popolo di Israele ha avuto due doni enormi da Dio: la rivelazione della legge naturale, cioè i dieci comandamenti, e la legge dell’alleanza, cioè amare Dio con tutto il cuore e amare il prossimo come se stessi. Il tutto, in un complesso chiaro e organico di leggi morali, liturgiche e sociali contenute nel cinque libri mosaici del Pentateuco. Mosè in persona lo ricorda in modo efficace alla assemblea: ‘Non aggiungerete e non toglierete nulla a ciò che io vi comando; ma osserverete i comandi del Signore perché questa sarà la vostra salvezza e intelligenza davanti agli occhi dei popoli. Infatti qual grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi espongo’?
Ventunesima Domenica fra l'anno
Signore, tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto
Letture: Giosuè 24, 1-2a. 15-17.18; Efesini 5, 21-32; Giovanni 6, 60-69.
1 - Al bivio - Le tribù del popolo ebraico sono radunate in assemblea a Sichem per decidere il proprio futuro religioso e politico. Giosuè propone agli anziani, ai capi, ai giudici e a tutto il popolo una scelta di fondo: ‘Scegliete oggi chi volete servire: o gli dei d’Egitto o gli dei degli Amorrei o il Signore nostro Dio’. La risposta è unanime: ‘Anche noi vogliamo servire il Signore, perché Egli è il nostro Dio che ci ha fatti uscire dal paese d’Egitto, liberandoci dalla condizione servile e proteggendoci da tutti i popoli fra i quali siamo passati’. Soltanto Dio può liberare l’uomo dalla condizione servile: essere schiavo del male e della violenza altrui; solo Dio protegge l’uomo da ogni pericolo.
Ventesima Domenica fra l'anno
Chi mangia questo pane vivrà in eterno
Letture: Proverbi 9, 1‑6; Efesini 5, 15‑20; Giovanni 6, 51‑58.
1 ‑ A tavola - Il libro dei‑Proverbi descrive così la Sapienza: ‘Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato. Abbandonate la stoltezza e vivrete, andate diritti per la via dell'intelligenza’. Alla mensa di Dio ci si nutre di ogni Parola che esce dalla sua bocca. Cristo in persona è la Sapienza del Padre: mangiando e bevendo il suo corpo e il suo sangue, riceviamo la pienezza dell'Amore di Dio. Questo è l'alimento che sostanzia il nostro spirito e lo fa vivere in piena salute di verità e amore. Andare dritti per la via dell’intelligenza significa rispettare la verità della natura di Dio e dell’uomo. La mancanza di verità non rende solo ignoranti, ma stupidi! Ci auto-priviamo dell’uso di ragione e ci condanniamo a fare cose contro natura.
Solennità dell'Assunzione di Maria
Un segno apparve in cielo: una Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e una corona di dodici stelle.
Letture: Apocalisse 11, 19a; 12, 1-6a; 10ab; 1 Corinzi 15, 20-26; Luca 1, 39-56
1 - Con Gesù per sempre - La condizione di Maria è assolutamente unica, dal primo istante del concepimento all’ultimo istante di vita. Essa la colloca a un passo da Dio e quindi è la più vicina agli uomini: in tanto è madre degli uomini in quanto è madre di Dio. E tutto ciò nel mistero dell’incarnazione, morte e risurrezione di Gesù Cristo, per cui Ella stessa è la prima figlia della Redenzione e segue direttamente la sorte di Lui, risorto in cielo.

