Ascensione del Signore

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 17 May 2013

giallo Nel nome di Cristo saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono. Di questo voi siete tesimoni

 Letture: Atti 1, 1‑11; Efesini 1,17‑23; Luca 24,46‑53.

 1 ‑ Non è un commiato ‑ L'Ascensione non significa affatto la fine della missione e della presenza di Gesù fra gli uomini, ma l'inizio di una nuova fase della salvezza operata da Cristo insieme a noi per mezzo dello Spirito Santo. Questo è il senso delle ultima parole di Gesù, prima di salire al cielo: ‘Io sono con voi sino alla fine del mondo’. La Chiesa è la prova evidente di questa indefettibile sua presenza. Di fatto, Gesù rimane con noi in diversi modi attraverso il ministero apostolico (papa, vescovi, sacerdoti), i sacramenti (battesimo, eucarestia, matrimonio, ecc.), il libro della Parola, la comunità umana.

 

 2 ‑ Più in alto ‑ In realtà, con l'Ascensione è proprio l'uomo – attraverso la natura umana di Gesù - a salire con Cristo nel seno di Dio. Quindi noi, pur vivendo sulla terra, siamo già in cielo con Gesù. La vita cristiana deve essere una continua ascensione verso il piano infinito di Dio, arricchendosi della pienezza umana e divina di Cristo che si realizza interamente in tutte le cose. ‘Noi veniamo da Dio e l'insaziabile desiderio d'amore e di felicità che ci tormenta altro non è che l'urgente appello del Padre celeste a trasformarci in Lui, a comunicare con Lui nell'infinita beatitudine, L'uomo così torna all'altezza originaria dove Dio lo aveva collocato: frustrazioni, disperazioni, conflitti, repressioni, angosce diverranno più facili da risolvere’(N. Irala).

 3 ‑ Sarete miei testimoni ‑ Con l'Ascensione inizia il nostro cammino nel nome di Gesù per le strade del mondo. Testimoniare è il termine esatto: noi non siamo solo i rappresentanti di Cristo, ma coloro che lo impersonano: ‘Stupite – ci dice Agostino - voi non solo siete cristiani, ma Cristo in persona’! Testimoniare significa far vedere il nostro essere Cristo, mostrare in ogni nostro gesto la vita di Cristo, rivivere come Lui la stessa vicenda umana. Cristo allora 'se ne va' perché vuole far andare avanti noi. Lo dice un bel testo di un canto: Dio non ha né mani né piedi, né occhi né orecchi; noi siamo i suoi occhi, le sue mani, i suoi piedi.

 4 - A che punto siamo ‑ Sono ancora troppo pochi i cristiani che ‘credono’ a tal punto da identificarsi in tutto e per tutto con Cristo. Dobbiamo renderci conto che ciascuno di noi è un tutt’uno con Cristo. L’identità cristiana è proprio questo: Io sono una cosa sola con  Cristo! Forse non me ne rendo conto, ma tutti vogliono vedere in me Gesù: soprattutto i non credenti! Ovunque vado, lo porto con me e lo manifesto; Lui si serve anche di me per salvare il mondo. Impegnamoci sempre a dire e fare ciò che direbbe e farebbe Lui in quella data circostanza. Che cos’altro dobbiamo testimoniare agli altri, se non che Lui è in noi e noi siamo in Lui?

 5 - Un programma di vita - Agostino lo compendia così: ‘Oggi nostro Signore Gesù Cristo è asceso al cielo; con lui salga pure il nostro cuore’. Sembra strano, ma non si può vivere bene sulla terra, se con il cuore non siamo già lassù. Quindi la tensione missionaria per elevare il livello della vita umana sulla terra è proporzionale alla tensione mistica che ci porta continuamente in cielo ad assaporare le realtà divine. I veri mistici sono gli uomini che vivono con il cuore in alto e i piedi ben piantati sulla terra. E la cosiddetta ‘mistica’ deve diventare la cifra normale per tutti: cercare le cose di lassù per importarle sulla terra, mettendole dentro alle piccole realtà del mondo. Allora il tempo si trasformerà nell’eterno, il finito nell’infinito. Così la dimensione sociale del cristianesimo è un tutt’uno con la sua dimensione trascendentale! 

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