Dodicesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 19 June 2013

verdeChi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà

Letture: Zaccaria 12, 10-11; Galati 3, 26-29; Luca 9, 18-24.

1 - Che cos'è la vita? - Il tema di fondo del Vangelo, la ‘buona novella’, è la definizione della vita umana. Cristo rivela a noi la vera natura della vita e perché Dio ce l'ha data. Egli propone con un paradosso efficacissimo il vero e nuovo modo di concepire la vita, e ce ne offre un esempio inarrivabile con la sua vita. Accogliere questo ‘principio’ significa accogliere anche le scelte radicali che Egli propone all'uomo se vuole salvarsi.

2 - Perdersi! Il mondo ci dice: - ‘Prendi la tua vita: è tua; spendila tutta per te’! Cristo ribatte: ‘La vita è un dono di Dio, non è tua proprietà privata ed esclusiva: appartiene a tutti, offrila a tutti’! Sono due concezioni diametralmente opposte: PRENDERSI O PERDERSI? La risposta di Cristo non dà scampo: ‘Chi vuole salvare la propria vita (cioè la propria pelle) la perderà’. Chi ha ragione: Cristo o il mondo?

3 - La verifica - L'esperienza quotidiana ci conferma che soltanto ‘perdendoci’ salviamo la vita, cioè la utilizziamo al massimo. Chi non si sacrifica, chi non paga di persona, chi non ‘parte per primo’ non ottiene nulla; se vogliamo ricevere dagli altri, prima dobbiamo dare. È nella natura stessa dell’amore e la vita è amare il donarci, appunto perderci per gli altri. Anche Agostino è costretto ad ammetterlo: ‘Non riesco a spiegarmi come mai chi si perde realizza se stesso, chi non si perde va in rovina. Se ami in modo sbagliato, tu odi te stesso; se odi in senso buono, tu ami’ (Commento Vangelo Giovanni 51, 10).

4 - Cristo: l'uomo del perdersi – Questa è la risposta logica alla domanda che Egli pone agli apostoli: ‘Chi sono io secondo la gente’? Egli è l'uomo per gli altri, l’uomo di tutti, venuto per servire, fino a morire sulla croce donando tutto il suo sangue. Dopo quanto ha predicato per tutta la vita, non sapremmo capire un Cristo che muore su un letto di morte naturale. Poco prima di morire offre il perdono a tutti gli uomini – che è la forma estrema del perdersi - e consegna la sua vita al Padre dicendo: ‘Tutto è consumato’, per dirci che il dono totale di sé era completato, non c'era più nulla da dare. Anche a noi raccomanda di fare altrettanto: ‘Chi non prende la sua croce e non mi segue, non può essere mio discepolo’. Da questo momento la ‘croce’ di Gesù rappresenta il dono totale della èropria vita per la salveza di tutti.

5 - In concreto - Tutto il Vangelo si può considerare l'esemplificazione del principio del 'perdersi'; non lo si può capire, né tanto meno accettare, se non si accetta questo punto di partenza: il discorso delle beatitudini, del perdono cristiano, della rinuncia alla propria volontà, alla famiglia, ai beni..sarebbero una utopia ridicola. Per questo la mentalità del mondo rifiuta in blocco l'impostazione evangelica della vita. Non si è capito il segreto misterioso e la logica stupenda di questa visione della vita!

6 - Primi ultimi; ultimi primi - Sarebbe tragico morire con il rimpianto di avere sprecato l'esistenza. Il problema di tutti è solo questo: donare fino in fondo la propria vita perché essa è inutile, sprecata, se non è consumata per amore di tutti. Ecco il motivo per cui i primi saranno gli ultimi e gli ultimi saranno i primi. Infatti nella vita divina i primi, cioè coloro che hanno ignorato l'esistenza degli altri, saranno all’ultimo posto, mentre gli ultimi, cioè coloro che si sono messi a completa disposizione degli altri, saranno i primi. Appunto perché, nella misura in cui uno si perde, si realizza per l’eternità. In questa luce, si capisce tutto l’arco delle scelte umane: dai drogati ai missionari!

 

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