Solennità di N.S. Gesù Cristo Re

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 21 November 2020

gialloTenete saldo il dono della fede fino al mio ritorno

Letture: Ezechiele 34, 11‑12.15-17;  I Corinzi 15, 20‑26.28;  Matteo 25, 31-46.

1 - Regno di amore ‑ Gesù Cristo è veramente re e sovrano di tutta la creazione, quale può essere solo l'Amore infinito che do­na la sua vita. La funzione primaria di questa regalità d'amore è di raccogliere in unità tutte le creature e consegnarle al Pa­dre. Così Cristo Re è il vero buon Pastore: ‘Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura. Come un pastore passa in rassegna le sue pecore, così io radunerò da tutti i luoghi le mie pecore, dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine’. Ecco un criterio rassicurante: Cristo è sempre con me e ritorna anche adesso per guidare con amore e potenza il mondo verso la salvezza!

2 - Re nascosto ‑ Gesù è un Dio ‘in incognito’, che ha amato a tal punto l'uomo da farsi Egli stesso uomo. In tal modo Egli ha as­sunto ogni singolo uomo e di ogni singolo uomo ha assunto in modo speciale le miserie, le sofferenze, i limiti  i bisogni essenzia­li. Se Cristo ha voluto onorare l'uomo identificandosi con lui, non possiamo onorare Cristo se non riconoscendolo nel fratello: ‘Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi fratelli più piccoli, l'avete fatto a me’ (Vangelo).

3 - Le opere di misericordia ‑ Gesù Cristo tornerà alla fine dei tem­pi per giudicarci sul nostro quotidiano atteggiamento verso il prossimo, in cui egli è misteriosamente presente. Un amore fatto di misericordia, che si esprime in sette modi: dar da mangiare, dar da bere, vestire gli ignudi, alloggiare i migranti, visi­tare i malati, visitare i carcerati, seppellire i morti: ‘Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le faro riposare. An­drò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cu­ra della grassa e della forte, le pascerò con giustizia. Io giu­dicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri’ (Ezechiele).

4 - Una folla immensa ‑ Gesù è lì e ci chiede di non amare mai Dio ­senza l'uomo né l'uomo senza Dio. Ci chiede di capire come oggi­devono essere realizzate le opere di misericordia. Ecco alcune indicazioni pratiche: a) c'è fame e sete del corpo e dello spirito, che chiedono pane e Parola di Dio, istruzione e casa, lavoro e affetto; b) c'è una nudità che è sentirci sradicati da noi stessi, dal mondo in cui siamo, dalla dignità personale, dai diritti umani; c) c'è il dramma di sentirci stranieri, pellegrini, estranei all'altro con tante forme di incomunicabilità, di sbandamento, di vagabondaggio (stranieri, drogati, emarginati); d) c’è la tragedia dei carcerati che si sentono definitivamente bollati e scaricati da una società che li considera dei nemici irrecuperabili: pregare per loro, aiutarli a redimersi e riabilitarsi, prevenire la delinquenza. Tutte cose possibili, se fatte con gli organismi preposti.

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