Ventiquattresima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 10 September 2021

verdeChi perderà la propria vita per causa mia, la salverà

Letture: Isaia 50, 5‑9a; Giacomo 2, l4-l8; Marco 8, 27‑35.

1 ‑ Il Servo di Dio ‑ Il profeta Isaia, descrivendo nei minimi particolari la futura passione di Cristo, delinea la caratteristica fondamentale della personalità, del messaggio e dell’opera di Cristo: ‘Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il dorso ai flagellatori, la guancia a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste: chi mi dichiarerà colpevole’? Docilità, assunzione di responsabilità, affrontare il male con la forza mite del bene, confidare in Dio. Sempre…

2 - La domanda - Un bel giorno, quando il momento supremo sembra giunto e inevitabile, Gesù si rivolge agli apostoli per sapere quale idea abbia la gente di lui. Risposta: ‘Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia e altri ancora uno dei profeti’. Allora Gesù continua: ‘E voi chi dite che io sia’? Pietro risponde a nome di tutti: ‘Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente’. A questo punto, Gesù spiega che cosa vuol dire realmente ‘Cristo’: ‘Il Figlio dell'uomo dovrà molto soffrire, essere riprovato dai sacerdoti e dai capi del popolo, poi verrà ucciso e risorgerà il terzo giorno’. Il vero credente parte da questa identità scomoda di Cristo per assomigliargli in tutto.

3 ‑ E noi? ‑ Il discorso adesso si allarga, fino a coinvolgere tutti i cristiani: ‘Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà’. Il cristiano è chiamato a rivivere la stessa vicenda di Cristo: rinnegamento di ogni egoismo, crocifissione nel dono della propria vita, morte al peccato e agli idoli, risurrezione nella vita nuova di Cristo. La nostra fede vacilla ogni giorno sotto questo peso. Diceva bene Agostino: ‘Il mio amore è il mio peso. Ovunque io vado, è sempre lui a trascinarmi’! L’amore pesa perché è il centro di gravità e impegna sempre ogni energia nel dono totale di sé.

4 - Perdersi - Al fondo del Vangelo sta dunque questo paradosso sublime e ineliminabile: per salvare la propria vita, bisogna perderla. Chi non si perde per amore degli altri, cioè non si dà-per-amore, spreca la propria esistenza rendendola inutile. Felice l’uomo che accoglie, nella luce della fede, questa visione della vita secondo Cristo: è salvo! Il ‘servo di Dio’ è così ogni uomo che fa della croce il segno di una vita immolata totalmente sull’altare dell’amore. Abbiamo compreso, noi cristiani, che si tratta in fondo di questo? Il mondo attende salvezza da uomini e donne che sanno donare alla maniera di Cristo la propria vita per il bene di tutti.

5 ‑ Fede e opere ‑ Se la fede è credere in Cristo, le opere sono vivere come vive Cristo. La fede, se non si trasforma in quest’opera di amore totale, è ‘morta’. L’apostolo Giacomo, a tutti coloro che si accontentano di una fede morta o larvale, spiega: ‘Tu hai la fede e io ho le opere. Mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede’. Una autentica fede cristiana deve portarci a fare questa sintesi, donando la propria esistenza per il bene del mondo. Oggi Cristo rivolge lo stesso invito a ciascuno e a tutti, senza mezzi termini: impegnate la vita per la causa mia e del Vangelo...

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