Ventunesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 3 August 2014

verdeTu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente.    

Letture: Isaia 22, 19 23; Romani 11, 33 36; Matteo 16, 13 20.                      

1 - Due domande - Il Vangelo raccoglie due domande, fatte da Gesù ai suoi discepoli e riguardanti la sua identità e missione: ‘La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo? E voi chi dite che io sia’? Domande rivolte da due versanti diversi: da coloro che osservano dall'esterno e con criteri prefabbricati, da coloro che hanno fatto esperienza diretta e senza pregiudizi. Nel corso della storia gli uomini hanno dato sempre una loro risposta. Anche oggi è così e tutti ne siamo interpellati.

2 - Le risposte - Si possono dividere in due tipi: a) quelle che esaltano in Gesù l'umanità (uomo perfetto ed eccezionale, profeta liberatore dei poveri e degli oppressi); b) quelle che affermano la sua divinità e messianicità (Figlio di Dio, fatto uomo per salvarci). Gesù chiede anche a noi se lo accogliamo veramente come Figlio di Dio, uguale al Padre, e uomo come noi fuorché nel peccato – e nostro Salvatore. Naturalmente non basta una risposta di tipo intellettuale, ma un coinvolgimento personale di tutta la nostra vita.

3 - La risposta - Ce la suggerisce Pietro: ‘Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente’'. E Gesù conclude: ‘Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli’. C'è un abisso fra le due risposte, lo stesso abisso che c'è fra Dio e l'uomo. Del resto, un uomo perfetto (quale certamente fu Gesù) come avrebbe potuto pretendere di farsi uguale a Dio e Dio egli stesso, usurpando un ruolo che appartiene soltanto a Dio, e facendosi complice del più grande imbroglio della storia? Assomiglierebbe piuttosto a un volgare imbroglione, a uno squilibrato! E, di fatti, non c'è via di mezzo: o Gesù è Dio o è un impostore.

4 - S. Paolo - Nelle sue epistole esalta la divinità di Cristo, nascosta nell'umiltà della carne umana: ‘O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! Chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore? Chi mai è stato suo consigliere? Chi gli ha dato qualcosa per primo, sì che abbia a riceverne il contraccambio? Poiché da 1ui, grazie a lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen". E Agostino, commentando questo testo, non disarma: ‘Siamo uniti nel timore, per non perire nell’errore. Scruta le cose inscrutabili, fa’ le cose impossibili, corrompi le cose incorruttibili, vedi le cose invisibili (Disc. 26,13)!

5 - Che fare? – Anche noi siamo chiamati a dare apertamente davanti al mondo la testimonianza di Pietro e della Chiesa: Gesù vivente nell'eucarestia, nella parola, nel sacerdozio, nel nostro cuore, nel mondo, nella storia. Oggi è Salvatore misericordioso, alla fine dei tempi sarà il Giudice di tutti gli uomini.

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