Questa rubrica raccoglie alcune riflessioni sulla Parola di Dio festiva, preparate comunitariamente ogni settimana. Il sussidio vuole rispondere a una duplice esigenza, avvertita ormai da tutti: a) giungere all'ascolto della Parola di Dio della messa festiva avendola già meditata in modo serio e approfondito; b) adeguare sempre meglio l'omelia o la catechesi alla sensibilità e alle situazioni concrete dei fedeli. Il cammino compiuto da ormai quarant’anni ha dimostrato che tale metodo anche se non è l'unico o l'ottimo migliora la qualità e i contenuti dell'omelia. Così esso diventa un prezioso servizio che i laici offrono al sacerdote e il sacerdote offre alla comunità dei fedeli. Dopo questa esperienza in gruppo, si è sentita l'esigenza di offrire anche una "traccia" scritta perché la riflessione continui durante la settimana in famiglia. Ora il testo è disponibile attraverso internet: il nuovo ‘caminetto’, ove la famiglia può riunirsi attorno al fuoco dello Spirito Santo. Accogliamo l’invito della Chiesa preparando un cuore ben disposto all'ascolto vivo e vissuto della Parola di Dio.
Terza Domenica di Quaresima
Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo
Letture: Esodo 3,1 8a.13 15; 1 Corinzi 10, 1-6.10 12; Luca 13,1 9.
1 - Il roveto ardente - La Quaresima ci porta come Mosè a un passo da Dio. Nella nostra coscienza o nel cuore, divenuto il nostro roveto ardente, siamo sempre a tu per tu con la santità divina del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Anche noi ci sentiamo come Mosè veramente piccoli di fronte all'Io sono-Colui che sono; ma al tempo stesso siamo commossi e vinti di fronte a tanta benevolenza di Colui che si china su di noi: ‘Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale stai è una terra santa’. Questa terra santa è proprio il nostro cuore, ove Dio si compiace di abitare per sempre come nel suo tempio santo. Prendiamo allora coscienza che l'amore di Dio è stato diffuso nei nostri cuori per trasformarci in qualcosa di divinamente santo. Questo amore, come il fuoco del roveto ardente, brucia senza estinguersi mai più. Il legno della croce non cesserà mai più di ardere!
Seconda Domenica di Quaresima
Cristo ci trasfigurerà nel suo corpo glorioso
Letture: Genesi 15,5-12.17‑18; Filippesi 3,17‑4,1; Luca 9,28b‑36.
1 ‑ Il contesto – L’evento della Trasfigurazione è un intermezzo pasquale, collocato sapientemente fra due annunci della passione e morte di Gesù: non è quindi esibizione di un trionfalismo terreno o di una schiacciante esibizione di divinità, ma annuncio della salvezza attraverso l'umiliazione suprema di Gesù: la sua passione di croce, morte e risurrezione. La vera gloria di Cristo è il sacrificio della sua vita infinita perché l'uomo si salvi e risorga definitivamente dal male. Naturalmente Gesù vuole anche iniziare tre dei suoi discepoli: Pietro, Giacomo, Giovanni a capire che in quell’uomo c’è Dio, luce infinita trinitaria.
Prima Domenica di Quaresima
Padre, non ti chiedo di toglierli dal mondo, ma di custodirli dal Maligno (Gv 17,l5)
Letture: Deuteronomio 26,4‑10; Romani 10,8‑13; Luca 4,1‑13.
1 ‑ Quaresima ‑ I quaranta giorni della Quaresima simboleggiano la vita terrena, che è anche un periodo globale di prova e di preparazione per ascendere alla vita eterna; invece i cinquanta giorni della Pasqua devono essere vissuti pregustando già la beatitudine della vita eterna. La Chiesa nelle prossime settimane ci conduce a riflettere seriamente sul mistero della vita, e ce ne suggerisce gli aspetti più importanti: tentazione‑libertà, esteriorità-interiorità, peccato‑conversione, morte‑risurrezione.
Ottava Domenica fra l'anno
Ogni albero si riconosce dai suoi frutti
Letture: Sir. 27,5-8; 1Cor. 15,54-58; Lc 6,39-45.
1 - La vita è un setaccio - Oggi la lettura del Siracide ci consegna un condensato delizioso di sapienza.
Settima Domenica fra l'anno
Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano
Letture: 1 Sam. 26,2.7-9.12-13.22-23; 1Cor. 15,45-49; Lc 6,27-38.
1 - Saul e Davide - La guerre peggiori sono quelle che si scatenano fra gli amici. Così è finito anche il rapporto bellissimo fra il re Saul e il suo vice Davide per la gelosia del re verso le qualità superiori del suo collaboratore. La sorte, un bel giorno, sembra offrire a Davide la possibilità di eliminare definitivamente l’avversario che lo perseguita a morte. Ma Davide non vuole macchiarsi di un delitto di sangue davanti a Dio: si limita a disarmare Saul perché prima di tutto è il ‘consacrato del Signore’. Per il resto confida pienamente nell’aiuto di Dio, che rende a ciascuno secondo la sua giustizia e fedeltà. Questo gesto libera la coscienza di Davide e disarma a sua volta Saul perché non ha più alcuna giustificazione a perseguiare Davide. Anche noi dobbiamo amarci senza riserve imitando così l’amore infinito di Dio che perdona e risana gli uomini dal peccato.
Sesta Domenica fra l'anno
Benedetto l'uomo che confida nel Signore ed Egli è la sua fiducia
Letture: Geremia 17,5‑8; I Corinzi 15,12. 16-20; Luca 6,17.20‑26.
1 ‑ Il problema della felicità ‑ Fino a qualche anno fa il problema della giustizia sembrava il più importante; oggi si parla piuttosto di felicità. Essere felici: che cosa vuol dire? Stare bene... essere sistemati… arrivare al successo… fare ciò che piace… non avere fastidi? L’uomo in questo campo non accetta sconti o limitazioni: vuole essere veramente felice e per sempre. Ma come si concilia allora la felicità con il limite delle forze umane, con la realtà negativa del dolore, delle prove della vita, del male, della morte? Risposta ardua, che solo la vera religione può dare. Per questo Agostino afferma che vera religione è solo quella che è in grado di dare una risposta concreta ed esaustiva a tutti i problemi della natura umana: vita-morte, bene-male, finito-infinito. La nostra fede cristiana ha precisamente questo compito.
Quinta Domenica fra l'anno
Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini
Letture: Isaia 6,1‑2a.3‑8; 1 Corinzi 15,1‑11; Luca 5,1‑11.
1 ‑ Eccomi, manda me! ‑ Nella vita di ciascun uomo giunge, o prima o poi, il momento di incontrare Dio in modo tale da sentirsi coinvolto per sempre e totalmente nel suo progetto. E' il famoso discorso della 'vocazione'. E se uno lotta contro questo invito, si può trovare disarcionato, a terra, come l’apostolo Paolo o come Agostino. Dice il Signore ad Isaia: ‘Chi manderò o chi andrà per noi’? Egli invia ciascun uomo nel momento stesso in cui lo chiama alla vita. Quindi la vita stessa è una missione da compiere secondo il progetto di Dio, che ciascuno è chiamato liberamente a condividere!
Quarta Domenica fra l'anno
Ti benedico, Padre, perché ai piccoli hai rivelato i misteri dei Cieli
Letture: Geremia 1,4‑5.17‑19; 1 Corinzi 12,31-13,13; Luca 4,21‑30.
1 ‑ Nessuno è profeta in patria ‑ L'accoglienza, riservata dai concittadini di Nazareth a Gesù, è stata un rifiuto sdegnoso perché lui non ha compiuto fra loro i miracoli operati a Cafarnao. La risposta di Gesù ci fa riflettere: ‘Nessuno è profeta in patria’. Come dire: si preferisce sempre un estraneo a un famigliare. Eppure, chi è più ‘consanguineo’ all’uomo di Dio? ‘Tu - esclama Agostino – sei più intimo del mio intimo stesso e più alto della mia parte più alta’ (Confessioni 3, 6, 11). Purtroppo il bene scatena anche la gelosia del male!
Terza Domenica fra l'anno
Oggi si è adempiuta questa Scrittura che avete udita con i vostri orecchi
Letture: Neemia 8, 2-4a.5-6.8‑10; 1 Corinzi 12,12‑30; Luca 1,1‑4; 4,14‑21.
1 ‑ La sinagoga di Nazareth ‑ Il fatto, accaduto all'inizio della missione di Gesù, ci rivela la presenza viva, continua e operante di Dio in mezzo alle sue creature. Egli parla e opera sempre! Se poi Cristo è la Parola di Dio fatta carne, allora opera anche attraverso la sua anima e il suo corpo di uomo. Insomma, è sempre Lui che attualizza per noi e per gli uomini di ogni tempo le parole annunciate molto prima dai profeti; è ancora Lui che oggi annuncia Se stesso attraverso il ministero della Chiesa; è sempre lui che si incarna nei fatti della storia universale. Milioni e milioni di uomini vanno ogni giorno alla Chiesa nella speranza di incontrare Gesù vivo e reale, Maestro di verità e di vita, presente e operante in tutti e ovunque. Siamo noi l’oggi della Chiesa che incarna Gesù e lo offre per tutti.
Seconda Domenica fra l'anno
Nessuno ti chiamerà più ‘Abbandonata’; tu sarai chiamata ‘Sposata’
Letture: Isaia 62,1‑5; 1 Corinzi 12,4‑ll; Giovanni 2,1‑11.
1 - Acqua e vino ‑ Il miracolo delle nozze di Cana è molto più di un gesto di bontà del Signore, che in tal modo rivela per la prima volta la sua divinità. Gesù è presente allo sposalizio di un uomo e una donna per rivelarci anche un mistero stupendo: il matrimonio fra Dio e le sue creature. Leggiamo in Isaia: ‘Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo Creatore; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te’. E Agostino spiega: ‘Il Verbo è lo sposo e la carne umana la sposa; il seno della vergine Maria è il talamo dove egli divenne capo della Chiesa’ (Comm. Vang. Giov. 8,4). Nel miracolo compiuto da Gesù, la natura umana è rappresentata dall'acqua, la natura divina dal vino: infatti 1'amore divino assume e trasfigura l'amore umano.

